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Crisi e ristrutturazione di una grande impresa: il caso Enron

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21 soggetto economico nel comunicare l’eventuale esistenza di favorevoli prospettive per il futuro dell’impresa. Nel caso in cui questa credibilità venga a mancare e dunque si rilevi una totale mancanza di credito da parte dei soggetti finanziatori, questo stato di tensione finanziaria, che di per sé è reversibile, sfocia in una vera e propria crisi che necessita della rinegoziazione dei contratti di debito e dell’apertura di una procedura concorsuale. La crisi è, in definitiva,la fase esteriore ed ultima del declino, perché in essa l’aggravamento degli squilibri economici e finanziari dell’impresa è totalmente percepito dal task e dal general environment: il deficit finanziario della gestione viene così ulteriormente aggravato dalla perdita di fiducia da parte del mercato e questa situazione di insolvenza è di solito irrimediabile senza notevoli interventi di ristrutturazione industriale e finanziaria. Guatri, comunque, tiene a precisare che «non è sempre agevole separare il declino dalla crisi. Almeno nelle fasi iniziali, vere situazioni di crisi appaiono quali semplici forme di reversibile declino… appare concettualmente arbitrario fissare un limite all’erosione prodotta dalle perdite (in termini di reddito e di valore) per stabilire quando comincia la crisi» ( 17 ). La distinzione tra i due livelli di patologia aziendale non è, infatti, sempre agevole, perché bisognerebbe procedere all’individuazione di quello che viene definito il «punto di non ritorno» , un indice cioè che esprima oggettivamente il livello di perdita economica oltre il quale parlare di crisi e non di declino e dunque separare quantitativamente le due fasi. ( 17 ) Guatri L., Turnaround, cit. p. 110.

Anteprima della Tesi di Gianpaolo Abatecola

Anteprima della tesi: Crisi e ristrutturazione di una grande impresa: il caso Enron, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Gianpaolo Abatecola Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

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