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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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13 tribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi". Ciò che, in base alla normativa vigente, distinguerebbe, quindi, le due figure sarebbe soltanto la pro- fessionalità esclusiva dei primi rispetto ai secondi, ma è questa un'opinione av- versata da larga parte della giurisprudenza e della dottrina. La legge prevede anche i modi e i tempi per poter accedere all'elenco dei professionisti, dei pub- blicistici e al registro dei praticanti, pur nell'unicità dell'albo. Chi non risulti i- scritto all'Ordine dei giornalisti, che è una persona giuridica di diritto pubblico, su cui esercita l'alta vigilanza il Ministro di Grazia e Giustizia, è punibile ai sen- si degli articoli 348 e 498 del codice penale 1 . La sua struttura è basata su un Consiglio nazionale e 17 Consigli regionali o interregionali. L'esistenza del suddetto Ordine professionale ha posto e pone molteplici problemi di costituzionalità, dal momento che l'obbligatorietà dell'iscrizione e le regole sull'accesso e lo svolgimento del giornalismo sembrano contrastare con il diritto alla libertà di manifestazione del pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione italiana, tanto alla collettività quanto al singolo giornalista, ed al- tresì appaiono in conflitto con la libertà di associazione sancita e protetta an- ch'essa dall'articolo 18 della nostra Carta fondamentale. La Corte costituzionale, con le sentenze 21-23 marzo 1968, n.11 e 10 lu- glio 1968, n. 98, ha preso in esame alcune norme della citata legge e, pur non essendo stata espressamente investita delle varie questioni, dato che l'istituzio- ne, la modificazione e l'estinzione degli Ordini non rientra nella sua competenza d'accertamento, perché si tratta di sfera di discrezionalità riservata al legislatore, ha offerto direttamente o implicitamente indicazioni sufficienti in merito al pro- filo generale del problema. Secondo i giudici di Palazzo della Consulta, la legittimità dell'Ordine in relazione all'articolo 21 della Costituzione, dato che la Corte si è dichiarata competente a pronunciare in relazione alla riserva della professione giornalisti- ca ai soli iscritti allo stesso Ordine per vedere se le modalità di applicazione ri- spondano al diritto che tutti hanno di manifestare il proprio pensiero con ogni mezzo di diffusione, nasce dal fatto che la legge del 1963 disciplina l'esercizio dell'attività professionale giornalistica e non l'uso del giornale come mezzo di libera manifestazione del pensiero. La legge, dunque, non limita il diritto che l'articolo 21 riconosce a tutti di enunciare le proprie opinioni attraverso un gior- nale. Tale diritto sarebbe sicuramente violato se solo gli iscritti all'albo fossero 1.Si riportano detti articoli nel loro testo integrale: Articolo 348 (Abusivo esercizio di una professione): "Chiunque abusivamente esercita una pro- fessione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire duecentomila a un milione". Articolo 498 (Usurpazione di titoli o di onori): "Chiunque abusivamente porta in pubblico la di- visa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, ovvero indossa abusivamente in pubblico l'abito ecclesiastico, è punito con la multa da lire duecentomila a due milioni. Alla stessa pena soggiace chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, ovvero qualità inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o profes- sioni, indicati nella disposizione precedente. La condanna importa la pubblicazione della sentenza".
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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Mariani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Guido Alpa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 319

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