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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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15 tra dottrina (Cheli), a giudizio della quale, in tal modo, l'Ordine rischia di pre- sentarsi con tutti i tratti caratteristici della corporazione. Tale tesi, dal canto suo, ritiene fondata la visione della Corte costituzionale, dato che non vi è serio con- trasto tra la disciplina dell'albo professionale e l'articolo 21 della Costituzione. Tra i pareri negativi, merita di essere ricordato quello di un altro insigne studioso (Einaudi) che già si era dichiarato contrario all'Ordine addirittura pri- ma della legge istitutiva: "Limitare il numero degli iscritti alla professione, - so- stenne - nella ingenua persuasione che ciò valga a dare più lavoro agli arrivati, è idea falsa in ogni campo e falsissima nella stampa dove l'idea crea i lettori, dove i lettori non sono una quantità fissa, che cresce e scema a seconda di chi parla ai lettori e sa parlare chi inventa la parola nuova, sia egli iscritto o non iscritto al- l'albo". Ancora in posizione negativa sull'istituzione di un Ordine professionale dei giornalisti, è un altro giurista (Assante), che teme non tanto il prepotere di gruppi più o meno privilegiati , ma la stratificazione di una sorta di "monopo- lio", sostanzialmente "politico", che possa limitare il diritto di tutti, e dei giorna- listi, in primo luogo, alla libertà di stampa. Se, infine, secondo altra illustre dottrina (Esposito) l'esercizio dell'attività giornalistica è estraneo all'articolo 21 della Costituzione, per altri (Fois) non debbono esserci discriminazioni all'accesso alla professione, altrimenti si verifi- cherebbe la situazione paradossale che "chi esercita l'attività giornalistica... go- drebbe della garanzia costituzionale ex articolo 21 qualora rinunci ad esercitarla in modo stabile, continuativo e retribuito". Va ricordato, per completezza, che varie sono state nel corso degli anni le pronunce della Corte costituzionale in materia di giornalismo. Citiamo per tutte la n. 113 del 1974 e quella più recente n. 71 del 1991, con cui agli imprenditori- editori non è stato riconosciuto alcun diritto alla disapplicazione di un provve- dimento costitutivo di uno status giornalistico. Non si verifica, perciò, a giudi- zio della Corte costituzionale, alcuna violazione del diritto di difesa, allorché gli imprenditori-editori non sono ammessi a prendere parte, in alcuna forma e in alcuna sede, al procedimento di riconoscimento dello stato professionale che è cosa ben diversa da quello previsto dalla contrattazione collettiva. Per esaurire l'analisi sull'Ordine dei giornalisti, bisogna dare uno sguardo a come tale professione è regolamentata all'estero ed in particolare in alcuni de- gli Stati dell'Unione europea. Si nota un dato singolare: soltanto in Italia esiste, in forma così dettagliata, un Ordine nazionale della categoria. A ben guardare, però, anche Belgio e Lussemburgo hanno una situazione simile alla nostra, dato lunque comunicazione a terzi", e, comunque, almeno 48 ore prima che il direttore medesimo as- suma la carica. Gli accordi sull'indirizzo politico ed editoriale tra lui e l'editore sono anch'essi, contestualmente alla comunicazione della nomina, resi noti al Comitato di redazione. Nel con- tratto di lavoro, il giornalista è tutelato anche nella sua dignità professionale, nel caso, sancito dall'articolo 32, noto come "clausola di coscienza", di "sostanziale cambiamento dell'indirizzo politico del giornale ovvero di utilizzazione dell'opera del giornalista in altro giornale della stessa azienda con caratteristiche sostanzialmente diverse". In tal caso egli potrà "chiedere la risoluzione del rapporto con diritto all'indennità di licenziamento (trattamento di fine rapporto e indennità di mancato preavviso)". Uguale trattamento spetta al giornalista il quale, per fatti che comportino la responsabilità dell'editore, venga a trovarsi in una situazione incompatibile con la sua dignità.
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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Mariani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Guido Alpa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 319

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