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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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17 tore" che possono essere anche più di uno. Essi hanno funzione simile a quella del direttore (lo sostituiscono in caso di assenza), oppure funzione operativa, di- rigendo, coordinando e controllando il lavoro del caporedattore e dei capiservi- zi. A loro possono competere anche compiti tecnici, quali mantenere i contatti con la diffusione o preoccuparsi di iniziative editoriali particolari. Il vicediretto- re diviene responsabile "quando il direttore...sia investito di mandato parlamen- tare", secondo quanto afferma il quarto comma dell'articolo 3 della legge sulla stampa 8 febbraio 1948, n. 47. Direttore e vicedirettore debbono essere iscritti all'albo o dei giornalisti professionisti, ex articolo 46 della legge n. 69/1963, o dei pubblicisti, in virtù della sentenza della Corte costituzionale 10 luglio 1968, n. 98 che ha parzial- mente dichiarato l'illegittimità del citato articolo 46. La direzione potrà essere affidata anche a chi non sia iscritto all'albo, nel caso si tratti di una pubblicazio- ne avente carattere ideologico (quale un organo di partito o movimento politico o organizzazione sindacale), nella quale ipotesi vi dovrà essere un direttore i- scritto all'albo dei professionisti o dei pubblicisti, sempre in base alla predetta sentenza. Per coloro che, pur non esercitando l'attività di giornalista, siano diret- tori responsabili di riviste periodiche a carattere tecnico, professionale o scienti- fico, escluse quelle sportive o cinematografiche, non è necessario essere iscritti all'albo; essi vengono inclusi in elenchi speciali ex articolo 28 della legge n. 69/1963, purché in possesso dei requisiti richiesti per i direttori responsabili dall'articolo 3, secondo e terzo comma, della legge sulla stampa 8 febbraio 1948, n. 47. In posizione intermedia tra il direttore e la redazione si trovano il "capo- redattore" e il "caposervizio". Il primo è una figura centrale nell'organizzazione del giornale. Anello di congiunzione tra direzione e redazione, ha il compito di dirigere e coordinare l'attività dei vari servizi giornalistici. Il suo ruolo esecutivo copre tutto il ciclo lavorativo: dalla ricerca della notizia, alla sua elaborazione e realizzazione tipografica. Al caporedattore affluiscono le copie di tutte le agen- zie, delle corrispondenze, degli articoli prodotti dalla redazione. È lui che prov- vede all’assegnazione dei vari servizi fissando contenuti e lunghezze dei pezzi, secondo i menabò preordinati (ossia i progetti delle pagine), decide le illustra- zioni fotografiche, tiene i contatti sia con le redazioni esterne, sia con la segrete- ria di redazione e con il responsabile della tipografia o, come oggi si chiama, della fotocomposizione, nonché con l'ufficio grafico. Dipende dal caporedattore, che in genere segue la lavorazione del giorna- le fino alla chiusura, cambiare parti dello stesso per l'arrivo di notizie più impor- tanti e, di fronte ad avvenimenti di grande rilievo dell'ultima ora, decidere una ribattuta o addirittura un'edizione straordinaria. È lui a richiedere, nel caso, un aumento della tiratura, totale o per alcune zone di diffusione. L'aumento delle pagine, la riduzione dei tempi di lavorazione e l'introdu- zione di supplementi ed inserti specializzati hanno fatto sì che il ruolo di capo- redattore venga svolto da più persone. Nei grandi giornali esiste l'ufficio dei ca- piredattori, chiamati anche capidesk, ciascuno dei quali segue un settore parti- colare. Le pagine degli interni, degli esteri, della politica, la terza pagina, gli spettacoli, lo sport, le pagine speciali, hanno il loro caporedattore.
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Diritto di cronaca e deontologia della professione giornalistica

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Informazioni tesi

  Autore: Emanuele Mariani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Guido Alpa
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 319

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