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I conflitti interorganici (la nozione di potere nella giurisprudenza costituzionale)

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attribuzione, si verificava tra soggetti appartenenti a poteri diversi 8 . Del resto “non era possibile che, nel creare un nuovo organo, si fosse attribuito ad esso la stessa competenza della giurisdizione ordinaria 9 . Per quanto poi riguarda il termine “poteri”, è probabile che non si riferisse ai tre poteri tradizionali 10 . Il Costituente dunque, non volle dare un significato tradizionale al termine; probabilmente, non accettando il principio della separazione della separazione, “potere” aveva il significato di “organo”. Lo stesso Calamandrei, discutendo un ordine del giorno teso ad inserire il principio, negava tale necessità in quanto “il principio sarà più o meno rispettato, secondo il modo in cui si organizzeranno gli organi”. Il fatto poi che i “vari poteri” di Calamandrei divennero “i poteri dello Stato”, in seguito all’approvazione dell’emendamento Tosato, non contrasta con quanto sin qui è stato detto. Le parole “dello Stato” furono aggiunte, non certo per riafferrare cio’ che non era stato introdotto in Costituzione ma per chiarire definitivamente la differenza del conflitto di competenza della Corte, da quello della Cassazione. “Non occorrerebbe aggiungere a “conflitti fra i poteri” “dello stato” ma, poiché l’On. Mortati 8 La dottrina, a quel tempo, riteneva, infatti, che la legge del 1877 disciplinasse i conflitti di giurisdizione, non quelli di attribuzione. 9 Relazione TESAURO in Manuale legislativo.., op. cit., pag. 405 ss. 10 N’è conferma la mancata approvazione della proposta dell’On. PERSICO il quale, ipotizzando conflitti tra il Presidente della Repubblica e i poteri, e quelli tra i poteri, si riferiva proprio alla triade montesquievana.

Anteprima della Tesi di Stefania Pone

Anteprima della tesi: I conflitti interorganici (la nozione di potere nella giurisprudenza costituzionale), Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefania Pone Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

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