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Rapporto tra sviluppo politico e sviluppo economico: il caso argentino

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McClelland identifica il motore dello sviluppo in un elemento psicologico e non materiale. “Lo sviluppo economico accelerato è stato generalmente spiegato in termini di fattori esterni: occasioni favorevoli per il commercio, risorse naturali fuori dal comune, conquiste che hanno aperto nuovi mercati o prodotto stabilità interna. Io invece sono interessato ai fattori interni, ai valori e alle motivazioni che spingono gli uomini a sfruttare circostanze favorevoli, ad avvantaggiarsi di favorevoli condizioni di scambio, in breve a dirigere il proprio destino” (McClelland, 1959). La più importante di queste motivazioni è il cosiddetto “need for achievement”, ossia il bisogno di realizzazione, il bisogno di svolgere bene il proprio compito non tanto a scopi di riconoscimento, quanto per conseguire un senso di realizzazione personale, che permette ad una società tradizionale di acquisire quella imprenditorialità necessaria per potersi spingere verso la società moderna. In pratica, secondo McClelland, “il bisogno di realizzazione è un fattore causale, un mutamento nell’animo degli uomini che produce lo sviluppo economico piuttosto che essere prodotto da esso”. Ma da cosa è prodotto questo bisogno di realizzazione? Egli appare affascinato dall’ipotesi di Weber (1979) secondo cui il protestantesimo avrebbe avuto un ruolo importante nello sviluppo di quella imprenditorialità necessaria per l’affermarsi della rivoluzione industriale, ma, dopo aver effettuato alcune analisi, afferma che molto probabilmente questa connessione era puramente casuale. McClelland allora svolge degli studi e arriva ad una sua personale conclusione secondo la quale il bisogno di autorealizzazione sarebbe stato favorito dal tipo di letture a cui gli individui, in giovane età, si sono sottoposti. Hirschman (1958) si basa sull’idea che il sottosviluppo è caratterizzato non solo e non tanto dalla relativa scarsità delle risorse, ivi compresa la capacità di produrre (l’imprenditorialità) ma anche da una limitatezza dei rapporti di mercato, quindi da un debole mercato e da un altrettanto debole Stato. Parte dall’idea che le risorse esistenti non sono collegate tra loro e rimangono spesso nascoste o “dormienti”. Da qui l’esigenza di un fattore catalizzatore che può essere svolto dallo Stato, segnalando agli imprenditori le occasioni di investimento e eliminando le barriere o le strozzature che possono impedire lo svolgimento dell’attività economica. Per fare questo occorre un cambiamento della società, del modo di pensare e di organizzare la vita sia degli individui sia della collettività. Occorre modificare il modo di produzione ma anche, e soprattutto, le istituzioni. Lo sviluppo economico può essere favorito da un intervento dello Stato che si manifesta tramite l’erogazione di sussidi, la costruzione di infrastrutture o la produzione di beni ritenuti strategici. E’ necessario perciò stimolare queste strutture e rafforzarle con un processo collettivo di apprendimento (Hirschman,1958). Lerner (1973) afferma che i tratti caratteristici della moderna società sono un’urbanizzazione crescente, l’aumento dell’alfabetizzazione, una maggiore influenza dei mezzi di comunicazione e una più ampia partecipazione politica (tramite il voto) e economica (se si prende in esame il reddito pro-capite).

Anteprima della Tesi di Roberto Locci

Anteprima della tesi: Rapporto tra sviluppo politico e sviluppo economico: il caso argentino, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberto Locci Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

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