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Le rogatorie internazionali in materia penale

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14 pilastro 12 . Questa scelta risale al codice dell’Unione di Maastricht ed è stata rafforzata da interventi successivi, diretti ad attuare un piano d’intervento in campo penale che coinvolga tutta l’Unione: si pensi al Trattato di Amsterdam (adottato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore in data 1 maggio 1999) 13 e alla successiva Convenzione di Tampere del 1999 14 , in cui si è mosso un significativo passo avanti per la creazione di uno spazio di giustizia europeo ponendo l’obbiettivo del «reciproco riconoscimento delle decisioni giudiziarie e delle sentenze». Come chiarito nel vertice di Tampere, alla base di uno spazio di giustizia comune vi è il riconoscimento, da parte degli Stati, dei rispettivi provvedimenti giudiziari senza mediazioni governative, verifiche di legittimità o altri particolari “filtri” 15 . La realizzazione del mandato di cattura europeo, il quale diverrà esecutivo dall’1 gennaio 2004, si inserisce proprio nel principio del mutuo riconoscimento appena visto. Questo istituto rappresenta dunque un ulteriore significativo progresso sul terreno della cooperazione giudiziaria e dello spazio di giustizia europeo, dato che consentirà ad ogni autorità giudiziaria di riconoscere ed eseguire 12 Il Trattato di Maastricht nel Titolo VI (il c.d. “terzo pilastro”) ha istituzionalizzato la cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni. Ciò è significativo se si pensa che sino ad allora la cooperazione era puramente intergovernativa, al di fuori dei trattati comunitari. Gli Stati membri dell’Unione hanno assunto l’impegno di cooperare tra loro nell’ambito circoscritto dalle materie elencate nell’articolo 1, ed in particolare nella lotta contro la tossicodipendenza e la frode internazionale nonché nei settori della cooperazione di polizia e della cooperazione giudiziaria penale. Questa prima base giuridica ha consentito di rilanciare il progetto di “spazio giudiziario europeo”, sino a quel momento affidato esclusivamente al ruolo creativo della Corte di giustizia. In tal senso E. ANODINA, Cooperazione-integrazione penale nell’UE, in Cass. pen., 2001, p. 2901. 13 Il Trattato di Amsterdam, nell’art. 3, si prefigge come obbiettivo il raggiungimento di uno «spazio di libertà, sicurezza e giustizia in cui sia assicurata la prevenzione…della criminalità e la lotta contro quest’ultima». Al fine di attuare le disposizioni del Trattato di Amsterdam concernenti lo spazio comune di “libertà, sicurezza e giustizia” è stata istituita la Rete Giudiziaria Europea con l’azione comune adottata il 29 giugno 1998 dal Consiglio dell’Unione europea. Essa, inoltre, si propone di migliorare la cooperazione internazionale penale per rendere più efficace la lotta contro la criminalità. E. SELVAGGI, La rete giudiziaria europea: uno strumento per migliorare la cooperazione giudiziaria in materia penale, in Doc. giust., 2000, c. 1123. 14 Nel Vertice europeo di Tampere per la prima volta una sessione speciale del Consiglio europeo si è riunita per discutere unicamente di temi legati alla giustizia ed agli affari interni. Al centro del dibattito le problematiche dell’asilo e dell’immigrazione, della lotta alla criminalità organizzata e della realizzazione di uno spazio giudiziario europeo. Nelle Conclusioni della Presidenza si legge, tra l’altro: «Il Consiglio europeo è determinato a fare dell’Unione uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia utilizzando appieno le possibilità offerte dal Trattato di Amsterdam. Il Consiglio europeo riafferma l’importanza di questo obiettivo con un messaggio politico forte e ha raggiunto un accordo su un certo numero di orientamenti e priorità politiche che faranno rapidamente di questo spazio una realtà». Le conclusioni del Consiglio europeo di Tampere sono pubblicate in Cass. pen., 2000, p. 302 ss. 15 G. LATTANZI, La nuova dimensione della cooperazione giudiziaria, in Doc. giust., 2000, c. 1041.

Anteprima della Tesi di Mirko Zantedeschi

Anteprima della tesi: Le rogatorie internazionali in materia penale, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Mirko Zantedeschi Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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