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Il reato di bestemmia nel 1500

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6 i casi in cui si riconoscesse nel blasfemo il desiderio che Dio fosse mortale e privo di potere infinito e nella quarta, infine, rientravano i casi in cui divinità cristiane venissero oltraggiate con l'esplicazione di determinati comportamenti. In quest'ultimo caso ci si riferiva sia all'esercizio delle arti magiche, in cui, come affermava Arnaldo Albertino : Dio era adorato alla stregua di Belzebù, ma anche alla distruzione o allo sfiguramento di immagini sacre. Il giurista Scipione Rovito affermava : " Blasphemans factis percutiendo, radendo, vel deturpando Imagines Sanctorum,ultimi supplicii, nedum mutilationis manus pena plectitur ". Lo stesso Rovito narrava di uno scellerato che, preso dall'ira per aver perso del denaro al gioco dei dadi, aveva trafitto con la spada il volto del simulacro della Beata Maria Vergine nel tempio di S. Giuseppe in piazza dell'Incoronata. Secondo il racconto di Rovito costui fu privato della mano destra, con cui aveva commesso il delitto, e fu messo alla forca nel luogo in cui si era consumato il delitto. rapporti Si è detto che, senza dubbio, il reato di bestemmia era un reato con altre tipologie gravissimo; era un peccato mortale, infatti per esso era prevista di reato Arnald. Albert. De Agnoscenda assert. q. 27 n. 16 Scipio. Rovitus Commentaria pag. 108 n. 11

Anteprima della Tesi di Rosaria Griffo

Anteprima della tesi: Il reato di bestemmia nel 1500, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Rosaria Griffo Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.