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Modelli eziopatogenetici nelle teorie dei sistemi motivazionali: un confronto fra il modello cognitivo-evoluzionista di G. Liotti e la prospettiva psicoanalitica di J. D. Lichtenberg

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6 Entrambi i contributi teorico-clinici concordano nel considerare il sistema dell’attaccamento, anche se non lo affermano esplicitamente, come gerarchicamente superiore rispetto agli altri, per il fatto di essere quello che organizza e struttura per molti anni, data la particolare neotenia umana, la relazione tra il bambino e chi si prende cura di lui. Queste le basi teoriche; ma come viene concepita l’eziopatogenesi dei disturbi mentali secondo le teorie che si basano sui sistemi motivazionali? Con le dovute differenze e cautele, entrambe vedono nella distorsione emozionale e nella conseguente alterazione del Sé, o del sistema dei significati personale, che prende avvio da un attaccamento di tipo insicuro, o peggio disorganizzato, la radice della psicopatologia: l’attivazione inappropriata, insufficiente e simultanea di due o più sistemi motivazionali (difensiva in senso classico per Lichtenberg) conduce a particolari configurazioni emotivo-cognitive che soggiacciono alle diverse tipologie di disturbi. Di gran lunga più importante risulta però l’attenzione posta, da entrambi gli autori, agli eventi concreti che fungono da fattori di rischio per la strutturazione di un percorso psicopatologico: maltrattamenti, traumi emotivi, trascuratezza, conflitti cronici, esperienze d’abuso, ma anche una comunicazione familiare improntata sulla menzogna e sull’invalidazione dell’esperienza emotiva, malattie croniche (anche psichiatriche) di uno o di entrambi i genitori e così via. Nella vita adulta, poi, saranno eventi pregnanti da un punto di vista emozionale – in particolare quelli in grado di attivare prepotentemente il sistema dell’attaccamento – a rappresentare i fattori scatenanti una patologia: lutti, separazioni (anche solo minacciate), fallimenti lavorativi, ma anche eventi potenzialmente positivi come l’inizio di nuove relazioni affettive, avanzamenti professionali o una gravidanza. Un’ultima nota spetta alla particolare posizione che occupa, nel modello cognitivo-evoluzionista, la dimensione (e non la categoria) della disorganizzazione dell’attaccamento: essa individuerebbe un continuum psicopatologico caratterizzato da fenomeni dissociativi, che sembra i grado di dare ragione, in quanto nucleo centrale, di un gruppo apparentemente diversificato di disturbi mentali.

Anteprima della Tesi di Fabiano Sarti

Anteprima della tesi: Modelli eziopatogenetici nelle teorie dei sistemi motivazionali: un confronto fra il modello cognitivo-evoluzionista di G. Liotti e la prospettiva psicoanalitica di J. D. Lichtenberg, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Fabiano Sarti Contatta »

Composta da 182 pagine.

 

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