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I processi alle streghe: la disputa settecentesca

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Chiusa in carcere viene poi torturata e se mostra timore è colpevole; se non lo dimostra è tuttavia colpevole poiché per tradizione le streghe sono indifferenti e imperturbabili. Non difesa da nessuno, spogliata e rasata, viene infine invitata a dire la verità sotto tortura lieve, in modo che se dovesse confessare si può dire che infondo non è stata torturata o costretta: sarebbe cioè un’auto-accusa, una confessione. Ma sarebbe altrettanto colpevole se dovesse confessare dopo una seconda, terza o quarta tortura sempre più pesante e dolorosa. Se poi durante una di queste volge gli occhi intorno, questo è segno che cerca di vedere il suo infernale amante; se li fissa in un punto stabile è perché egli è già presente; se sviene è per l’aiuto che il diavolo le offre, perché permette di dormire durante i tormenti. La sua eventuale morte sotto tortura è provocata sempre dal demonio che l’ha uccisa per risparmiarle il rogo. Infine se persiste nel non voler confessare, vuol dire che usa l’artifizio del silenzio ed è sempre e comunque condannata al rogo. Tutti questi metodi provocano innumerevoli carneficine di innocenti e indicano “a quale livello di barberie e di ingiustizie possono essere condotti i giudici dalla chimera del congresso notturno. La superstizione che aveva invaso l’opinione pubblica però non giustifica da sola l’operato di quei giudici, ma grande responsabilità hanno anche gli autori sui testi dei quali i giudici rendono giustizia”. Tartarotti vuole smantellare la credenza nel congresso notturno delle streghe, in modo che tale opinione sparisca completamente anche nel volgo e “dalla mente dell’uomo prenda perpetuo esilio”: si può per tal via consentire un grande progresso civile utile allo stato. A tal fine i giudici si devono impegnare nella ricerca della verità non ammettendo cose contrarie alla ragione e non alterano i mezzi per scoprire i delinquenti ed evitare di condannare per errore degli innocenti.

Anteprima della Tesi di Laura Monica Cancelli

Anteprima della tesi: I processi alle streghe: la disputa settecentesca, Pagina 15

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Laura Monica Cancelli Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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