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I processi alle streghe: la disputa settecentesca

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notte generalmente in luoghi solitari, nei campi o sui monti; talvolta arrivano dopo essersi spalmato il corpo di unguenti a cavallo di bastoni o di manici di scopa; talvolta invece in groppa ad animali o trasformati essi stessi in animali. Coloro che venivano ai raduni per la prima volta dovevano rinunciare alla fede cristiana, profanare i sacramenti e prestare omaggio al diavolo, presente in forma umana o in forma animale. Seguivano banchetti, danze, orge sessuali. Prima di tornare alle proprie case streghe e stregoni ricevevano unguenti malefici, confezionati con grasso di bambino o altri ingredienti”. I luoghi dei sabba erano lontani dai centri abitati, attraversati da corsi d’acqua spesso vicini a ruderi antichi o a templi pagani. Le ore più propizie erano quelle della notte, essendo le tenebre l’elemento del maligno. Nel mezzo della riunione, seduto su un trono nero, capeggiava Satana: la strega appena giunta rendeva omaggio e, dopo il bacio, iniziava la cerimonia sabbatica. Seguiva il rendiconto dei delitti commessi dopo l’ultimo sabba, la riconferma della propria apostasia, la descrizione delle malvagità compiute e la promessa di compierne altre più gravi. Il rito della messa nera era poi il momento culminante del sabba: qui si profanava il mistero cristiano, fino ad offendere, deridere Cristo e sfidarlo a rivelare la sua presenza. Il sabba si concludeva con una manifestazione di potenza: le streghe si riunivano in cerchio per rovinare, attraverso pratiche e formule, i raccolti con la grandine, la pioggia o l’invasione di bruchi, locuste e topi. La formazione di un’organizzazione segreta anticristiana fu presumibilmente una forma di difesa dalla persecuzione ecclesiastica contro gli eretici superstiti e i maghi, uniti insieme, o per sottrarsi dalle minacce inquisitoriali o per reagire alla crisi e alla miseria che affliggeva la società europea del 300. 1.2.4: La confessione E’ difficile stabilire se effettivamente le streghe all’inizio dell’età moderna praticassero la stregoneria poiché gli strumenti della loro presunta arte raramente furono portati in giudizio ed essendo la maggior parte analfabete non ci si poteva aspettare che possedessero libri di magia nera.
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I processi alle streghe: la disputa settecentesca

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Informazioni tesi

  Autore: Laura Monica Cancelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1994-95
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mario Cattaneo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 238

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