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Intorno al concetto di comico in Henri Bergson

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Bergson, precisa che: �tutto accade come se, in questo insieme di immagini che chiamo universo, niente potesse prodursi di realmente nuovo se non tramite certe immagini particolari, il cui tipo mi è fornito dal mio corpo� 10 . Bergson osserva che, nei corpi, sono presenti dei nervi afferenti, che trasmettono delle vibrazioni ai centri nervosi. I corpi, inoltre, possiedono anche dei nervi efferenti che, partendo dal centro, conducono delle vibrazioni alla periferia e stimolano le parti del corpo o il corpo tutto intero. Bergson interroga il fisiologo e persino lo psicologo sulle funzioni dei nervi. Il fisiologo e lo psicologo spiegano che se i movimenti centrifughi del sistema nervoso possono produrre lo spostamento del corpo, o di parti di questo, i movimenti centripeti, o alcuni tra questi, sono in grado di far nascere una rappresentazione del mondo esterno. Ma Bergson asserisce, soprattutto, che la vibrazione cerebrale non potrebbe generare le immagini esterne, perch� bisognerebbe che le contenesse, racchiudendo al proprio interno la rappresentazione dell�universo materiale. Ma questa proposizione � priva di senso. I nervi afferenti, infatti, sono immagini, il cervello � un�immagine, le vibrazioni diffuse tramite i nervi sensitivi e estese nel cervello sono ancora delle immagini: �� il cervello che fa parte del mondo materiale, e non il mondo materiale che fa parte del cervello� 11 . Se si annullasse l�immagine denominata mondo materiale, si eliminerebbe anche il cervello e la vibrazione cerebrale che ne sono delle parti. Se, al contrario, si liquefacessero il cervello e la vibrazione cerebrale, si cancellerebbe soltanto un dettaglio insignificante in un quadro immenso. Non si pu� fare del cervello la condizione totale dell�immagine, poich� il cervello � una parte di quest�immagine. N� i nervi, n� i centri nervosi hanno dunque la capacit� di influenzare l�immagine dell�universo. Ecco dunque i dati che bisogna esaminare: prima le immagini esterne, poi il mio corpo, infine le variazioni apportate dal mio corpo alle immagini circostanti. Si vede distintamente come le immagini esterne esercitano un influsso sull�immagine che Bergson chiama il mio corpo: 10 H. BERGSON, Materia e memoria, cit., p. 14. 11 Ibidem, pp. 14-15.

Anteprima della Tesi di Emanuele Francesconi

Anteprima della tesi: Intorno al concetto di comico in Henri Bergson, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Emanuele Francesconi Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

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Consultata integralmente 16 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.