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Comunicazione istituzionale e utenza: dall'estraneità alla familiarità dell'istituzione

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3. La competenza comunicativa Ogni individuo ha un suo modo di vivere i rapporti con gli altri e ogni comunità stabilisce delle norme che valgono per le diverse circostanze in cui i singoli possono incontrarsi. Per interagire con gli altri, ogni essere umano sviluppa nel tempo la sua competenza comunicativa, cioè “sa come fare” per entrare in relazione con gli altri. Questo “saper come comunicare” è il risultato dell’intreccio di molteplici “saper fare”: − competenza LINGUISTICA: è la conoscenza di una determinata lingua che ci consente di padroneggiare una gamma di intenzioni espressive e di situazioni interazionali; − competenza PARALINGUISTICA: è la padronanza del “saper fare” richiesto per modulare ciò che si dice (intonazioni, enfasi, pausa); − competenza CINESICA: è l’uso dei gesti a fini espressivi o induttivi; − competenza PROSSEMICA: è la gestione consapevole dello spazio fisico comunicativo, − competenza PERFORMATIVA: è il “saper fare” richiesto per rendere riconoscibile l’intenzione comunicativa;

Anteprima della Tesi di Bice Tarantini

Anteprima della tesi: Comunicazione istituzionale e utenza: dall'estraneità alla familiarità dell'istituzione, Pagina 12

Diploma di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Bice Tarantini Contatta »

Composta da 316 pagine.

 

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