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La costruzione sociale del knowledge management: opportunità ed ostacoli

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IV Introduzione L’argomento che s’intende affrontare con questo lavoro inerisce pienamente alla branca della sociologia dell’organizzazione, pur tuttavia ha, allo stesso tempo, un respiro più ampio. Ciò non è dovuto all’ambizione dell’autore oppure alla sua megalomania, piuttosto deriva dalla complessità dell’oggetto di studio stesso, dalle sue numerose sfaccettature, dalle molteplici connessioni che esso stesso istituisce con altre dimensioni. Al contempo, dunque, la discussione che seguirà toccherà le corde della sociologia dell’organizzazione, della sociologia della conoscenza, della sociologia della cultura. Il tema che sarà indagato nel presente studio è, detto in forma volutamente semplicistica, il Knowledge Management, la gestione della conoscenza nelle organizzazioni. Questo argomento si configura come una delle questioni portanti su cui evolverà, e su cui già si sta strutturando, il dibattito organizzativo, nonché la realtà empirica delle imprese e degli enti attualmente esistenti. Gestire conoscenza significa fare di una risorsa intangibile ed invisibile un asset profittevolmente sfruttabile per l’ottenimento dei risultati prefissati, per l’acquisizione di un vantaggio competitivo spendibile sul mercato nel confronto dei propri concorrenti, per la promozione e la stimolazione dell’innovazione (nei processi e nei prodotti, così come nelle tecnologie e nelle procedure), per contrastare la crescente mutevolezza dell’ambiente esterno. Gestire conoscenza, dunque, sta divenendo un obiettivo primario per le organizzazioni, di qualsivoglia genere e tipo. Per quale motivo? La risposta a questa domanda giace nella società stessa in cui viviamo, giace nelle tendenze e nei fenomeni che si sono generati recentemente o che stanno iniziando ad evolvere verso dimensioni vieppiù grandi. In primo luogo, dunque, occorre porre attenzione a tale quesito, e di conseguenza a questi stessi fenomeni. È quanto ci si propone di fare nella prima parte di questa dissertazione, supponendo che il focus sulla conoscenza, che la valorizzazione di tale risorsa da parte di analisti, consulenti e dirigenti nasca al crocevia fra le emergenti dinamiche socio-economiche e socio- culturali, ritenendo che sia nell’intersezione fra tendenze del mercato e tendenze del pensiero che si annida la risposta alla domanda di cui sopra. In particolare, si vedrà come la conoscenza acquisti sempre maggior valore a causa del montare dei fenomeni di globalizzazione e di multinazionalizzazione, dell’incremento della turbolenza ambientale, dell’evoluzione tecnologica, della diffusione, in misura sempre più massiccia, di prodotti incorporanti conoscenze eterogenee di elevato livello, della trasformazione che riguarda le stesse organizzazioni (ed in specie interessa la locazione delle attività produttive e la gestione del personale, delle risorse umane). In tal modo, ci si prefigge dunque di saper dire per quale motivo stia divenendo sempre più importante gestire la conoscenza disponibile nelle imprese e negli enti. È un punto di partenza che si ritiene fondamentale poiché consente, in primo luogo, di contestualizzare il tema affrontato inserendolo armonicamente nella realtà presente, mostrando come ciò di cui si tratterà in seguito

Anteprima della Tesi di Davide Nicolotti

Anteprima della tesi: La costruzione sociale del knowledge management: opportunità ed ostacoli, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Davide Nicolotti Contatta »

Composta da 534 pagine.

 

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