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La società dell'informazione

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In un mondo globalizzato, in cui le grandi narrazioni religiose, politiche, sociali ed artistiche della modernità sembrano aver perso ogni valore e dove i flussi di informazione diventano sempre più densi e veloci, l'individuo sperimenta la frammentazione della sua identità individuale e collettiva in dimensioni molteplici, ritrovandosi come paralizzato di fronte al sovraccarico di senso. In questo modo il rischio di derive fondamentaliste di tipo religioso, territoriale o etnico in seguito al bisogno pressante di ritrovare un'identificazione, diventa sempre più forte. L'attuale dibattito sugli impatti del nuovo paradigma tecnologico sulla condizione umana non ci aiuta a capire cosa stia effettivamente accadendo poiché si è polarizzato secondo la vecchia e abusata contrapposizione tra apocalittici e integrati, cioè tra chi giudica questo cambiamento essenzialmente in senso orwelliano (3) esprimendo preoccupazioni eccessive sui rischi per la libertà individuale e per un'eccessiva mercificazione dell'individuo e chi invece esalta le potenzialità liberatorie dei computer e delle autostrade informatiche. Da una parte dunque vi sono i tecnoentusiasti che salutano le nuove tecnologie informatiche come la via d'uscita dalla crisi strutturale delle società occidentali e celebrano la Rete come il nuovo luogo di definizione dell'individuo, una nuova sfera pubblica discendente diretta dell'agorà ateniese (4), tralasciando del tutto l'aspetto dell'esclusione di grandi masse di individui da questo nuovo mondo digitale. Dall'altra parte - destinati ad assottigliarsi di numero - i neoluddisti, cioè quelli che vedono la loro visione umanistica seriamente minacciata dal "nuovo che avanza" e rifiutano con orgoglio la realtà tecnologica che si va delineando, ammonendo chiunque li ascolti sugli effetti nefasti di computer e Internet. Al di là dei diversi modi di intendere il cambiamento (5), quello che è evidente è che oggi ci troviamo catapultati in una trasformazione improvvisa che non si è ancora assestata: essa è alle sue prime fasi e i suoi effetti a medio e lungo termine - negativi o positivi - potranno essere valutati solo tra qualche anno, quando vi sarà una maggiore diffusione delle nuove tecnologie nel tessuto sociale. La tecnologia, infatti, elabora strumenti sempre più potenti e veloci per la raccolta, l'elaborazione e la trasmissione di dati in quella lingua universale che è il codice binario. Rispetto al passato quindi, il ruolo dell'informazione è quello di un nuovo capitale, di una preziosa merce di scambio che può essere

Anteprima della Tesi di Claudio Simeone

Anteprima della tesi: La società dell'informazione, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Claudio Simeone Contatta »

 

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