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Le Autorità indipendenti: profili di diritto comparato

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Questa condizione è riscontrabile, ad esempio, per le Autorità di regolazione dei servizi pubblici, la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e il Garante per la protezione dei dati personali. Per queste ultime nelle disposizioni dei rispettivi regolamenti di contabilità, attraverso una interpretazione letterale, si evidenzia chiaramente l’autonomia patrimoniale delle Autorità come ad esempio nel caso dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas dove si riscontra nell’art. 35 del “Regolamento di contabilità” che “ il patrimonio dell’Autorità è costituito da beni immobili e mobili”. Se si passa ad analizzare il tipo di organizzazione, si nota che tutte le Autorità, si presentano come “organizzazioni compatte”, seppur articolate in modo differente. 8 In particolare, confrontando le strutture delle Autorità precedentemente citate, si osserva che l’esercizio delle funzioni è affidato ad un organo collegiale nonostante nell’organigramma sia previsto un organo monocratico, il Presidente, al quale spesso sono affidati anche compiti di esercizio, in casi di urgenza e alcune funzioni che ordinariamente sono attribuite all’organo collegiale. Il fatto che gli organi monocratici assumano una valenza collegiale con la possibilità di esercitare i principali poteri mette in evidenza la volontà del legislatore di porre le basi per garantire l’indipendenza e l’autonomia nell’esercizio delle funzioni. Per quanto riguarda la nomina dei componenti 9 e degli organi di vertice delle Autorità amministrative indipendenti si nota che esistono differenti modalità. Vi sono Autorità dove i componenti sono di nomina governativa, attraverso il parere delle Commissioni permanenti competenti in materia dei due rami del Parlamento. Questo criterio è tipico delle Autorità nate negli anni ’70 e ’80, evidenziando ancora una certa centralità governativa. All'inizio degli anni ’90, il criterio per la nomina dei componenti, risulta essere una prerogativa sostanzialmente attribuita ai due presidenti delle Camere sulla base di requisiti specificati dalla legge. 8 Per la nozione di “organizzazioni compatte” si rinvia a F.G. Scoca, “I modelli organizzativi” in Diritto Amministrativo, a cura di F.G. Scoca, Ed. Monduzzi, Bologna, 2000 Vol. I p. 587 ss. 9 F. Merusi e M. Passaro in Le Autorità Indipendenti, Il Mulino p. 69 ss.

Anteprima della Tesi di Patrizio Nonnato

Anteprima della tesi: Le Autorità indipendenti: profili di diritto comparato, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Patrizio Nonnato Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

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