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Ontologia e antropologia in Giordano Bruno

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10 L’invocazione di Circe è diretta al Sole e ai ‘sette principi del mondo’: “Ecco che sotto una scorza umana sono celati animi ferini. Conviene forse che un’anima bestiale abiti un corpo di uomo come se questo fosse una dimora cieca e ingannevole? Dove sono le leggi che per diritto governano le cose? Dove il lecito, e dove l’illecito per la natura? […] Ecco che invece siamo caduti in potere di un Chaos niente affatto occulto. […] Nelle terre stesse e in chi le governa non c’è niente che mostri chiaro il proprio aspetto” 10 . Gli uomini sono diventati ingannatori e sovvertitori della legge di natura, pervertitori del principio divino che regola la vita di tutte le cose 11 . La magia di Circe è finalizzata, dunque, ad una radicale riforma etica, a restaurare un principio di ordine e giustizia naturale, in base al quale venga ripristinata negli uomini la corrispondenza tra anime e corpi e, soprattutto, a far sì che coloro i quali non si dimostrano essere veri uomini ma bestie siano ridotti anche sotto l’aspetto corporeo alla loro vera indole: “…strappando da ciascun individuo di specie bestiali le sembianze umane, fate sì che questi esseri si mostrino nelle loro figure esteriori e veritiere” 12 . L’incantesimo di Circe rende evidente sul piano fisico la trasformazione e degradazione spirituale operata dal vizio nell’intimo e nelle attitudini degli individui. Così, dopo l’incantesimo della maga, una volta ‘rimosso l’aspetto sofistico di uomini’, ‘le figure’ di ciascuno si manifestano apertamente e possono essere ‘contemplate nella luce’: coloro che facevano mostra di essere sapienti, filosofi, poeti, oratori, legisti, nobili o religiosi si svelano ora per quello che realmente sono. Tutte le proprietà animalesche che 10 Ibidem, pag. 241. 11 Cfr. Spaccio: “Però, come nell’umana specie veggiamo de molti in viso, volto, voci, gesti, affetti ed inclinazioni, altri cavallini, altri porcini, asinini, aquilini, buovini; cossì è da credere che in essa sia un principio vitale, per cui, in potenza di prossima passata o di prossima futura mutazion di corpo, sono stati o sono per esser porci, cavalli, asini, aquile, o altro che mostrano; se per abito di continenza, de studii, di contemplazione ed altre virtudi o vizii non si cangiano e non si disponeno altrimente”. G. Bruno, Spaccio de la bestia trionfante, a cura di M. Ciliberto, Rizzoli, Milano 1985, pagg. 78-79. 12 G. Bruno, Il canto di Circe, trad. it. di N. Tirinnanzi, Rizzoli, Milano 1997, pag. 242. Ed ancora a pag. 252: “Tutti insieme venite ad assistermi, sette principi del mondo, e contraetevi nella vostra Circe, di modo che, una volta ottenuta la vostra potenza […] mi sia possibile stringere in un vincolo gli spiriti che amministrano e dispensano le figure dei corpi, perché questi, sia pure contro la loro volontà, facciano emergere nella piena luce e (via via che si ritrae la mentita sembianza di uomo) da occulti che erano rendano infine visibili i lineamenti nascosti di un altro genere di esseri viventi”.

Anteprima della Tesi di Alessandro Bonvissuto

Anteprima della tesi: Ontologia e antropologia in Giordano Bruno, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Alessandro Bonvissuto Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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