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I movimenti no-global: natura, idee, evoluzione

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Introduzione per perdere il controllo sulle rispettive società, che quindi risponde- ranno a logiche non più solo locali ma anche globali. Il processo di globalizzazione quindi, lungi dal distruggere i localismi e i micro- nazionalismi tende anzi a rinvigorirli, perché col declino dello Stato- nazione centrale i difensori delle tradizioni locali trovano nuova for- za per far valere le loro pretese al di là dello Stato centrale. Ciò porta anche ad una scissione tra Stato-nazione e società, perché in seno alla società nascono nuove realtà che si organizzano spontaneamente e si relazionano tra loro superando i confini statali. La globalizzazione, come osserva il sociologo tedesco Ulrich Beck, porta anche a un nuovo modo di concepire la politica: essa non sparisce, ma finisce per non essere più un monopolio esclusivo degli organismi governa- tivi, per spettare anche ad organizzazione sociali non statali, come movimenti d’opinione, multinazionali, ecc., in grado col loro operato di mobilitare ed organizzare consistenti risorse sociali. Per riassume- re, la globalizzazione è un processo consistente in una crescita dei legami e delle interdipendenze tra diversi contesti, che annulla le di- stanze spazio-temporali e rende tali contesti aperti alle reciproche in- fluenze. Infine vale la pena ricordare che la globalizzazione è un in- sieme di tendenze non necessariamente fra loro coerenti, che possono portare a risultati anche contraddittori, come una contemporanea cre- scita dell’integrazione e della disintegrazione, o come il dare un oriz- zonte mondiale al contesto culturale delle persone e al contempo raf- forzare le tradizioni locali. Per queste ragioni Roland Robertson ed Arjun Appadurai hanno suggerito di utilizzare il termine glocalizza- zione, per ricomprendere in esso sia la globalizzazione sia la localiz- zazione. Con glocalizzazione 1 si vuole intendere non la scomparsa delle cultu- re locali, ma la loro apertura ad una molteplicità di stimoli e patri- moni conoscitivi provenienti da altre culture messe in contatto fra lo- ro dalla rete di legami globali. Le culture glocali non sono quindi vincolate a contesti storico-geografici ben precisi, perché si avvalgo- no di diversi contributi culturali che permettono loro di inserirsi nelle 1- R. Robertson citato in U. Beck, Che cos’è la globalizzazione. Rischi e prospettive della società planetaria, Carocci editore S.p.A., Roma, 1999, p. 69.

Anteprima della Tesi di Fabrizio Baldi

Anteprima della tesi: I movimenti no-global: natura, idee, evoluzione, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabrizio Baldi Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

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