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La revisione

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Ciò appare sufficientemente evidente in merito all’ipotesi, prevista dall’art. 538, n. 1 c.p.p., la quale rappresenta il risultato dell’evoluzione legislativa dell’art 688, c.p.p. 1865. Il contrasto di giudicati rileva ora sul piano della revisione, ogniqualvolta «i fatti stabiliti a fondamento della condanna non possono conciliarsi con quelli stabiliti in altra sentenza penale irrevocabile»: viene meno, in altri termini, quel limite, alla stregua del quale il contrasto tra giudicati si riteneva sussistente solo «quando due persone saranno state condannate per uno stesso crimine» (art. 688, 1° co. c.p.p. 1865); la nuova legislazione prende, dunque, in considerazione il conflitto teorico tout court, che, a prescindere dalla pluralità soggettiva rispetto all’identità oggettiva, si configura quale presupposto della revisione. Condizione indispensabile è, naturalmente, il passaggio in giudicato anche della seconda sentenza, allo scopo di assicurare un accertamento ponderato. A tal proposito, la locuzione «altra sentenza penale irrevocabile» esclude le sentenze contumaciali revocabili, pronunciate in un giudizio che ha luogo con minori garanzie dell’imputato e senza prove a sua discolpa 32 . La revisione è ammessa altresì nell’ipotesi in cui, dopo il passaggio in giudicato di una sentenza di condanna, «sopravvengano o si scoprano fatti, o nuovi elementi di prova, che, soli o uniti a quelli già esaminati nel procedimento rendano evidente che il fatto non sussiste, ovvero che il condannato non lo ha commesso e non vi ha concorso» (art. 538, n.2 c.p.p.). A ben vedere, anche in questo caso, si assiste allo sviluppo della previgente fattispecie. La dottrina appare, infatti, concorde nel ritenere che tale integrazione probatoria possa consistere nella dimostrazione della esistenza in vita della presunta vittima di un omicidio 33 , sicché non è errato affermare che, mentre il codice di rito penale del 1865 si limitasse a disciplinare una species, la nuova normativa prende in considerazione l’intero genus. L’errore giudiziario può, infatti, essere il risultato di una piattaforma probatoria, le cui fondamenta vengano successivamente minate 34 . 32 M. PINTO, Procedura penale, Soc. Ed. Libraria, Milano, 1914, pag. 349. 33 M. PINTO, op. cit., pag. 350; L. MORTARA – U. ALOISI, Spiegazione pratica, cit., pag. 525. 34 Di tale avviso è lo stesso legislatore, che afferma: «Onde non solo l’esistenza della persona supposta uccisa, ma il rinvenimento degli oggetti ritenuti rubati, l’esistenza di un atto o di un documento, che si credeva sottratto o soppresso, sono tutte circostanze le quali dimostrano che il reato, per cui fu pronunziata la condanna, non è stato commesso» (Relazione del codice di procedura penale presentata dalla Sottocommissione al Ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti, Volume Quinto, Libri III e IV, Roma, 1904, pag. 195).

Anteprima della Tesi di Alessio Matarazzi

Anteprima della tesi: La revisione, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessio Matarazzi Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

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