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La revisione

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Altra cosa è invece il processo di revisione, che può essere aperto solo dopo che sia intervenuta una condanna irrevocabile nei confronti dei suddetti testimoni (art. 690, 2° co. c.p.p.). L’istituto si inserisce in un contesto propriamente giurisdizionale, pur essendo necessaria una fase preliminare affidata al potere esecutivo: l’atto d’iniziativa è, infatti, riservato al Ministro di Grazia e Giustizia, che autorizza il procedimento «sia d’uffizio, sia sulla domanda dei condannati o di uno di essi, o del pubblico ministero» (artt. 688, 2° co., 689, 1° co., 690, 2° co. c.p.p.). Si svela, così, una dimensione marcatamente pubblicistica della fattispecie, nota, come già rammentato, sin dal passato; in particolare, il vincolo dell’iniziativa ministeriale può essere interpretato, alla luce delle passate esperienze, nel senso che i riflessi dell’errore giudiziario «trascendono, almeno in prima battuta, le situazioni soggettive coinvolte nel processo per trasferirsi sul piano dell’interesse statuale alla corretta amministrazione della giustizia» 18 . L’iter delineato dal codice si compone di una fase rescindente, dinanzi alla Corte di Cassazione, e di una rescissoria, la cui competenza è riservata al giudice del merito. Ove il Ministro Guardasigilli decida di attivare l’iter per la revisione di uno o più giudicati, e dia il correlativo ordine al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, ha inizio il procedimento concernente l’ammissibilità della richiesta. Rispetto ad essa il giudice si limita, in questo frangente, a decretarne il rigetto ovvero l’accoglimento; nel primo caso, «l’autorità di cosa giudicata della sentenza o delle sentenze denunciate rimane integra; e cessa la sospensione dell’esecuzione della condanna» 19 , eventualmente concessa. Nel secondo, si ha invece l’annullamento della sentenza o delle sentenze impugnate, in ragione di una loro supposta ingiustizia, e il rinvio al giudice di merito 20 . Nel caso ex art. 688 c.p.p., la Cassazione, dopo aver verificata l’inconciliabilità delle sentenze ivi indicate, ne dispone l’annullamento e provvede al rinvio presso una corte diversa da quelle che hanno emesso le pronunce impugnate. La contestuale presenza di due sentenze “teoricamente” contrastanti costituisce, comunque, il presupposto necessario per la sospensione ipso iure dell’esecuzione delle medesime; a norma dell’art. 688, 1° co. c.p.p., tale diritto spetta ai soli condannati «colle 18 G. DEAN, La revisione, Cedam, Padova, 1999, pag. 26. 19 V. MANZINI, Manuale di procedura penale italiana, F.lli Bocca, Torino, 1912, pag. 826. 20 Ulteriori considerazioni sulla procedura sono effettuate infra in questo paragrafo.

Anteprima della Tesi di Alessio Matarazzi

Anteprima della tesi: La revisione, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessio Matarazzi Contatta »

Composta da 209 pagine.

 

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