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La procedura di codecisione

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dottrina sul presupposto dell’inutilità di portare avanti una procedura (comunque dispendiosa sia per tempi che per costi) laddove vi sia già l’accordo sull’atto. Il Parlamento, al di là della possibilità di rigetto, può anche proporre emendamenti alla posizione comune: in questo caso dovrà mandare una copia dell’atto così modificato sia al Consiglio che alla Commissione, affinché esprimano un parere. Il primo deve considerare gli emendamenti singolarmente, anche se poi nel suo parere può approvarli o rigettarli facendo riferimento alla loro totalità, e nei suoi lavori è condizionato dal parere della Commissione: laddove la sua posizione sia contraria al parere di quest’ultima, in sede di votazione è necessaria l’unanimità, che lascia il posto alla maggioranza qualificata nel caso di accordo tra i due organi. Altro problema in merito, che divide la dottrina, è l’eventualità che il Consiglio approvi non tutti gli emendamenti, ma solamente alcuni di essi: in questo caso alcuni credono che la posizione comune possa venire comunque modificata, basandosi sul fatto che, a seguito della fase di conciliazione, laddove l’accordo non sia stato raggiunto, il Consiglio possa approvare l’atto così come risultava nella posizione comune precedente all’ultima fase, con eventuali emendamenti proposti dal Parlamento (secondo il dettato legislativo); altri credono, invece, che la posizione comune possa, a questo stadio, essere modificata solo approvando tutti gli emendamenti, pena la mancata approvazione dell’atto. Infine dobbiamo considerare la fase caratterizzante di questa procedura: la conciliazione. 9 Il Comitato di Conciliazione è convocato dai presidenti dei due organi di concerto, i quali, peraltro, assolvono a turno il ruolo di “guida” dei lavori (il ruolo di “joint chairman”); la sua composizione rispecchia in pieno la paritetica posizione dei due organi, in quanto alle sedute partecipano membri del Consiglio e del Parlamento in numero uguale, e rappresentanti della Commissione. 10 E’ interessante verificare le posizioni delle delegazioni dei due 9 Le modalità di svolgimento delle sedute del Comitato di Conciliazione sono state stabilite nella Conferenza Intergovernativa svoltasi a Lussemburgo il 25 ottobre 1993, dalla quale sono emersi 14 articoli riguardanti la condotta che le istituzioni avrebbero tenuto, e la prassi concreta dei lavori del comitato (ad esempio i documenti di cui deve esser fornito prima dell’inizio delle sedute). 10 I componenti del Comitato di Conciliazione erano i quindici rappresentanti degli stati per il Consiglio e altrettanti rappresentanti del Parlamento. A prima vista potrebbe sembrare un numero già abbastanza elevato per un’efficace attività mediatrice, in realtà il numero di persone che partecipava alle sedute era ancora più elevato: all’interno della delegazione del Consiglio ogni rappresentante poteva portare fino a tre segretari perché lo consigliassero durante le sedute; la delegazione del Parlamento era più ridotta, in
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La procedura di codecisione

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Informazioni tesi

  Autore: Annamaria Vallies
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Lucia Serena Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

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