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Riforma degli ordini e specificità degli architetti

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L’Organizzazione delle professioni Le corporazioni – si leggeva nella Carta del lavoro – costituiscono l’organizzazione unitaria delle forze della produzione e ne rappresentano integralmente gli interessi. In virtù di questa generale rappresentanza, essendo gli interessi della produzione interessi nazionali, le corporazioni sono riconosciute dalla legge come organi dello Stato (De Rosa, G., Storia contemporanea, Minerva, Roma, 1982). Si formarono effettivamente, in quel periodo, sei confederazioni di datori di lavoro e sei di lavoratori, per le diverse branche dell’industria, del commercio, dei trasporti marittimi ed aerei, dei trasporti terrestri e della navigazione interna, della banca e dell’assicurazione, mentre una tredicesima associazione riuniva i professionisti e gli artisti. In sostanza, c’era, per ogni categoria, un unico sindacato, quello fascista, ad iscrizione obbligatoria, che era esso stesso inquadrato in un’organizzazione più ampia, la “corporazione”, in cui stavano al fianco della rappresentanza imprenditoriale per la medesima categoria. Il terzo periodo inizia prima dell’adozione della Costituzione con l’emanazione del D.Lgs. 23 novembre 1944, n.382. Questo devolve nuovamente la custodia degli albi, e le relative funzioni disciplinari per ciascuna professione, al rispettivo consiglio dell’Ordine o Collegio. La nuova organizzazione è impostata su basi democratiche e configura gli organi di vertice come esponenziali del corpo professionale liberamente eletti dall’assemblea degli iscritti. La Costituzione italiana non reca disposizioni specifiche in materia di ordini professionali. Le uniche norme che espressamente si riferiscono alle professioni sono l’art.33, quinto comma (“è prescritto un esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale” – cfr. con il capitolo successivo) e l’art.120, terzo comma (“la Regione non può limitare il diritto dei cittadini di esercitare in qualunque parte del territorio nazionale la loro professione, impiego o lavoro”). Tuttavia è possibile ravvisare le basi costituzionali delle attività professionali sia nel generale principio “lavorista” (secondo il quale è primario il valore del lavoro nell’assetto economico) sia nelle varie e specifiche norme che riconoscono e tutelano diritti potenzialmente oggetto del campo di azione di professionisti. Il quarto periodo inizia con l’attuazione del Trattato della Comunità europea riguardo al diritto di stabilimento e di libera circolazione dei servizi. Ciò si realizza con l’emanazione di direttive comunitarie che, dapprima si occupano di specifici settori professionali, poi introducono un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che

Anteprima della Tesi di Vincenzo Sciacca

Anteprima della tesi: Riforma degli ordini e specificità degli architetti, Pagina 15

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Vincenzo Sciacca Contatta »

Composta da 267 pagine.

 

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