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Riforma degli ordini e specificità degli architetti

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L’Organizzazione delle professioni sanzionano formazioni professionali (n.89/48/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1988 e n.92/51/CEE del Consiglio del 18 giugno 1982). Le direttive in questione sono state emanate in considerazione del fatto che l’eliminazione fra gli stati membri degli ostacoli alla libera circolazione delle persone e dei servizi costituisce uno degli obiettivi della Comunità e che per i cittadini essa implica la facoltà di esercitare una professione, a titolo indipendente o dipendente, in uno Stato membro diverso da quello nel quale essi hanno acquisito le loro qualifiche professionali. La struttura degli Ordini e dei Collegi professionali è caratterizzata dalla presenza della pluralità dei soggetti, che, in quanto iscritti all’albo, si trovano in un certo rapporto con la pubblica amministrazione; l’ente professionale presuppone una classe di cittadini, i quali esercitano una professione intellettuale, che è pertanto costituita da più persone le quali hanno in comune la capacità giuridica di esercitare la stessa autonoma attività lavorativa intellettuale. Di conseguenza, il concetto di ente professionale non si esaurisce nel riferimento ad un complesso di organi capace di agire, quale potrebbe aversi presso un qualsiasi altro ente pubblico, ma deve essere inteso anche in riferimento ad un substrato corporativo che, da un lato, è parte integrante dell’organizzazione dell’ente, dall’altro a quest’ultima si contrappone. Per definire le caratteristiche di tale gruppo, è essenziale, preliminarmente, analizzare la posizione organizzativa dei soggetti che esercitano la libera professione. I professionisti, in quanto perseguono fini di pubblico interesse, devono essere considerati soggetti ausiliari della pubblica amministrazione, pur essendone soggetti estranei, in quanto la coadiuvano nel perseguimento dei suoi scopi. Essi agiscono pur sempre, come gli enti pubblici, per fini di pubblico interesse, così da potere essere qualificati, organi impropri o indiretti della pubblica amministrazione. Il professionista non è organo dell’ente perché, così come tutti i soggetti i quali agiscono nell’interesse dell’amministrazione pubblica, ma restando estranei alla sua organizzazione, agisce in nome proprio e sotto la propria personale responsabilità. E ciò a differenza degli organi della pubblica amministrazione, i quali la impegnano direttamente, agendo nell’interesse a esclusivo di quest’ultima.

Anteprima della Tesi di Vincenzo Sciacca

Anteprima della tesi: Riforma degli ordini e specificità degli architetti, Pagina 16

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Vincenzo Sciacca Contatta »

Composta da 267 pagine.

 

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