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Riforma degli ordini e specificità degli architetti

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Introduzione professionali”, realizzata nel 1997 dall’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, attraverso la quale emersero e seguirono reazioni molteplici e non sempre concordi del “mondo” delle professioni. Difatti l’allora Consiglio Nazionale degli Architetti riconobbe e condivise la scelta secondo cui si sarebbe dovuta modernizzare la legislazione sugli Ordini professionali (fra il 1997 ed il 1998 l’argomento oggetto di maggiore confronto era: Ordini si o Ordini no?), affrontando i tradizionali assetti della professione, nell’ottica della competitività di mercato e dei benefici per gli utenti. Tutto ciò escludendo ogni tipo di difesa corporativa di categoria, oltre ad infondate accuse, che pure hanno accompagnato l’indagine della Commissione “Antitrust”. Gli architetti italiani, più ancora di altre categorie, hanno vissuto in prima persona questo genere di problematiche, organizzando convegni nazionali, dibattendo e partecipando su questi temi in occasione di vari seminari, contribuendo alla costituzione del Comitato Unitario delle Professioni e degli Ordini (C.U.P.), adoperandosi per rendere costante e proficuo il confronto con il mondo politico, interrogando su specifiche questioni la magistratura ed affrontando inoltre le recenti e “pesanti” modifiche stabilite dal D.P.R. 328/01. Decreto, quest’ultimo, che ha inevitabilmente comportato la revisione dei requisiti dell’ammissione all’esame di Stato oltre alla definizione, negli Albi stessi, di sezioni distinte relative a due differenti livelli di profili formativi e che per nulla ha contribuito a ridurre incertezze ed ambiguità relative al futuro professionale degli architetti italiani, che già durante la fase formativa si trovano a dovere scegliere fra corsi di laurea specialistica e non, attualmente non riconosciuti dal mondo del lavoro. Dunque una questione delicata che comporta una seria riflessione sui valori della nostra società, che sempre più dovrà riconosce nei professionisti italiani, quali Knowledge workers delineati dalla sociologia post-industriale, la cosiddetta “terza forza sociale” del Paese. Attraverso il presente documento ci proponiamo di studiare il peso assunto da questi ed altri fatti, accaduti negli ultimi anni, analizzandone gli aspetti salienti e descrivendo il dibattito attuale, inserito a pieno titolo in quello Europeo. Gli stessi soggetti intervistati, che molto hanno contribuito alla stesura del presente lavoro, per primi credono che tutto ciò porterà (lo spera e lo vuole credere anche chi scrive) ad una vasta riforma non solo del mondo dei professionisti e dunque degli Ordini, ma anche della professione di Architetto e del proprio Ordinamento professionale.

Anteprima della Tesi di Vincenzo Sciacca

Anteprima della tesi: Riforma degli ordini e specificità degli architetti, Pagina 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Architettura

Autore: Vincenzo Sciacca Contatta »

Composta da 267 pagine.

 

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