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Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea

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Chiara Ghidelli, matr. 554476. Tesi di Laurea in Lingua e Civiltà greca, “Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea”. Introduzione. XIII emozioni, il sogno è in grado di mettere in relazione queste due realtà e di dimostrare che esse hanno il medesimo oggetto: l’interpretazione del sogno, che sempre si mostra sotto forma allegorica, è vera - e il sogno si avvererà in quella direzione - nel momento in cui essa rispecchia e riecheggia la vita emotiva del sognatore ed è consonante con essa. Come abbiamo detto, la coppia è un modo di rappresentare l’essere “due” nella realtà, poiché una coppia è formata da due elementi omogenei, che possono essere l’uno il doppio dell’altro, ma anche l’uno l’opposto dell’altro. Essi rappresentano, reciprocamente, sia l’Identico, ciò che è “uguale a me”, sia l’Altro, ciò che è “diverso da me”: i due elementi di una coppia non hanno un’identità personale ma, appunto, di coppia; allo stesso tempo, però, è all’interno di un insieme composto da due elementi che si sperimenta la diversità, l’Altro, il diverso da sé. In questo contesto, coppie esplicative di due modi differenti di relazionarsi al problema dell’identità nella diversità, sono quelle formate, da un lato, da Eteocle e Polinice 20 e, dall’altro, da Prometeo e Io 21 : la coppia fraterna, infatti, sperimenta prima la diversità radicale e poi l’identità completa, senza trovare uno spazio per un rapporto che preveda, allo stesso tempo, differenze e somiglianze meno radicali e meno letali; Prometeo e Io, invece, formano una coppia che si incontra 20 Cfr. capitolo 4.1, pp. 122-144. 21 Cfr. capitolo 4.2, pp. 145-159.

Anteprima della Tesi di Chiara Ghidelli

Anteprima della tesi: Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Ghidelli Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.