Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Chiara Ghidelli, matr. 554476. Tesi di Laurea in Lingua e Civiltà greca, “Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea”. Introduzione. VIII lei per poterla tenere fra le braccia durante la notte, chiamando il suo nome: crederà che lei sia presente, benché assente 11 e, in questo modo, placherà il suo rimpianto; Apollodoro 12 narra che Laodamia, la moglie di Protesilao, dopo la morte del marito, aveva modellato un ei)/dwlon di lui e ogni notte si univa a lui, finché gli dei ebbero pietà di lei e fecero risalire il marito dall’Ade per qualche tempo. In questi esempi, Vernant sottolinea il fatto che sempre il “doppio”, l’ei)/dwlon, serve per placare il dolore di un’assenza reale e sempre costituisce un legame, un collegamento fra il mondo dei vivi e quello dei morti. Kolosso/j e yuxh/, fisso e immobile l’uno, volatile e inafferrabile l’altra, si oppongono entrambi al normale stato umano, alla normale andatura che sta nel mezzo fra immobilità e volatilità; si oppongono soprattutto, entrambi, al mondo umano del “visibile”: il vivo scompare dall’universo luminoso umano e fa il suo ingresso, sotto forma di yuxh/, nel buio mondo di Ade, diventando perciò invisibile agli altri uomini; il kolosso/j è un blocco di pietra cieco, dagli occhi vuoti, incapace di vedere e per questo rappresentante il mondo della notte. Kolosso/j e yuxh/ sono fenomeni dai tratti antitetici: il primo è solido e presente nel punto in cui è stato conficcato nel terreno, materiale come il corpo umano, non lo rappresenta però nelle sue fattezze: è un doppio che sottolinea la 11 EURIPIDE, Alcesti, v. 352, kai/per ou)k e)/xwn e)/xein. 12 APOLLODORO, Epitome, III, 30.

Anteprima della Tesi di Chiara Ghidelli

Anteprima della tesi: Forme della duplicità nella drammaturgia eschilea, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Ghidelli Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4032 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.