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La gestione del rischio dei crediti commerciali come strumento di marketing delle imprese industriali

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Capitolo primo: L’appropriazione dell’extravalore. In sintesi, tale provvedimento legislativo sancisce in 30 giorni il termine di pagamento qualora le parti non si accordino per iscritto (Art. 4) su termini superiori 6 e purchè questa dilazione non risulta iniqua (a vantaggio del debitore) 7 8 (Art. 7); E’ fatto salvo il diritto delle associazioni di categoria di agire in giudizio per far accertare l’iniquità delle condizioni pagamento e/o di prezzo e di ottenere provvedimenti di correzione degli squilibri (Art. 8). L’altra novità importante è che gli interessi di mora decorrono in automatico – senza necessità di costituzione in mora con raccomanda A.R. – al tasso d’interesse fissato dalla B.C.E. maggiorato di sette punti 9 (Art. 5). Il saggio d’interesse viene rivisto semestralmente con idonea pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Ovviamente, le parti possono pattuire diversamente. Ritardi immotivati danno diritto al creditore di esigere anche le spese di recupero crediti stragiudiziali e/o legali sostenute 10 . L’ultima novità importante introdotta dal decreto testè indicato all’Art. 9, consiste nella possibilità, per il creditore, di ottenere una procedura abbreviata per le ingiunzioni al pagamento. Infatti, il tribunale competente, con procedura abbreviata appunto, può emanare il decreto ingiuntivo entro 30 giorni dalla domanda (deposito 6 Solo per i prodotti alimentari deteriorabili s’impongono 60 giorni dalla consegna o dal ritiro, senza alcun riferimento alle date delle fatture, sempre nel caso che non risulti per iscritto un termine pattuito. 7 Termini di pagamento iniqui sono considerati tali secondo un principio che, la suindicata legge, definisce “principio dell’uguaglianza”, ossia ogni debitore deve trattare (cioè pagare) il proprio creditore con lo stesso metro che applica quando egli è creditore. 8 L'accordo in deroga è nullo se risulti gravemente iniquo a danno del creditore, ai sensi dell'art. 7 del decreto legislativo 231/2002 sulla lotta ai ritardi nei pagamenti. Il legislatore fissa le circostanze rilevanti ai fini di tale giudizio, riconducibili a elementi oggettivi e soggettivi . E’ da precisare che tali circostanze non possono risultare unicamente dal documento contrattuale, ma dovranno risultare da ulteriori "prove" di natura documentale o orale. Il decreto legislativo dà un'indicazione di ciò che debba intendersi per «accordo gravemente iniquo» e cioè quello che «senza essere giustificato da ragioni oggettive, abbia come obiettivo principale quello di procurare al debitore liquidità aggiuntiva a spese del creditore».Tuttavia, l'espressione continua a rimanere vaga, perché ogni pagamento dilazionato rispetto alla fornitura procura al venditore liquidità aggiuntiva. (Fonte: Il Sole 24Ore del 14/02/03). 9 Il D. Lgs. n. 231/2002 ha introdotto nel nostro ordinamento una sorta di tutela in favore della parte che, negli scambi commerciali, viene considerata contrattualmente più debole. E questo attraverso il riconoscimento, ex-lege, di interessi di mora. Vengono fissati i tassi di interesse per i pagamenti tardivi nelle transazioni commerciali. È, infatti, stato deciso che il tasso di riferimento Bce per il periodo 1º luglio-31 dicembre 2002 è il 3,35%, mentre sul semestre 1º gennaio-30 giugno 2003 la misura del saggio è del 2,85 per cento. A ciascuna di queste percentuali va, però, sommata la maggiorazione di sette punti indicata all'art. 5 del D.Lgs. n. 231/2002. Sicché si può dire che la misura complessiva è, rispettivamente, del 10,35% (2002) e del 9,85% per i primi sei mesi del 2003. (Fonte: Il Sole 24Ore dell’ 11/02/03) 10 Per la quantificazione di tali spese si assume come parametro le tariffe forensi in uso. 3

Anteprima della Tesi di Elia Maggiolo

Anteprima della tesi: La gestione del rischio dei crediti commerciali come strumento di marketing delle imprese industriali, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Elia Maggiolo Contatta »

Composta da 320 pagine.

 

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