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Le Convenzioni di Rio ed il Protocollo di Kyoto: sinergie e questioni di compatibilità

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9 Questa acquisita consapevolezza ha in qualche modo inciso sulle modalità di produzione delle norme giuridiche internazionali in tale settore: se in passato esse potevano scaturire dall’atto unilaterale di uno Stato, poi condiviso anche dagli altri, da una sentenza arbitrale o da uno stato di necessità 10 , ora la tendenza è quella ad una formazione che passa essenzialmente attraverso lo strumento dell’accordo 11 . Gli ultimi 30 anni infatti hanno visto moltiplicarsi i trattati bilaterali e multilaterali pertinenti all’ambiente, e parte del merito di una così dilagante produzione normativa lo si deve anche alla Conferenza di Stoccolma del 1972, la quale ha ideologicamente segnato il passaggio da una visione di tipo antropocentrico, in cui le risorse naturali erano considerate unicamente in funzione del benessere dell’uomo, ad una nuova concezione del “bene- ambiente”, cui viene conferito un valore intrinseco ed un’autonoma dignità. La volontà di cooperazione dei governi, in qualche modo sancita dal principio 24 della Dichiarazione sull’ambiente umano (La cooperazione per mezzo di accordi 10 Per degli esempi concreti si veda T. SCOVAZZI, op. cit. supra nota 8, p. 593 e ss., il quale cita rispettivamente: il caso Canada-Stati Uniti del 1970 sul diritto di uno Stato costiero di esercitare entro 200 miglia dalla costa anche una giurisdizione in materia di protezione e preservazione dell’ambiente marino; il famoso caso della fonderia di Trail del 1938, sempre insorto tra Canada e Stati Uniti, le cui sentenze arbitrali hanno costituito il primo passo verso la formazione della norma consuetudinaria relativa al divieto di inquinamento transfrontaliero; ed infine il più recente caso dell’incidente di Cernobyl del 1986, che ha portato alla rapida conclusione di due convenzioni, relative alla notificazione tempestiva di un incidente nucleare ed all’assistenza in caso di incidente nucleare o di emergenza radiologica. 11 Cfr. S. MARCHISIO, Gli atti di Rio nel diritto internazionale, in Rivista di Diritto Internazionale, 1992, n. 3, p. 619. In una nota del testo, inoltre, viene riportata un’ interessante opinione del Kiss, inclusa in un documento di ricerca del 1991 relativo all’UNCED, secondo cui: “International environmental law is a new branch of international law, wich was emerged since the late 1960’s. Thus, its development was very rapid. One of its main characteristics is the interconnexion of the substantive problems, wich often had to be solved at a world-wide level. Consequently, the creation of customary rules was based less on the practice of states than on treaties and various non-mandatory instruments; the collective reiteration of rules or principles in different instruments may be considered has having replaced reciprocal state practice, the more so since international judicial decisions have been rare in this field”.

Anteprima della Tesi di Lucio Costantini

Anteprima della tesi: Le Convenzioni di Rio ed il Protocollo di Kyoto: sinergie e questioni di compatibilità, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Lucio Costantini Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

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