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Il divieto internazionale di tratta degli esseri umani

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tale soglia valesse per le giovani donne di qualsiasi nazionalità. Il Protocollo finale chiariva inoltre che gli artt. 1 e 2 della Convenzione dovevano essere considerati come obblighi minimi per gli Stati, che rimanevano liberi di punire reati analoghi, come ad esempio il reclutamento di donne maggiorenni ottenuto senza né frode né coercizione alcuna. La Convenzione conteneva alcune disposizioni relative alla cooperazione fra Stati parti nella repressione del fenomeno della tratta, cooperazione perseguita in primo luogo mediante l’obbligo di reciproca comunicazione della pertinente legislazione nazionale esistente e dei suoi possibili sviluppi, oltre che della lista dei condannati per il reato di tratta transfrontaliera. Era sancito, inoltre, l’obbligo per gli Stati di inserire il reato di tratta nella lista dei delitti per i quali poteva essere concessa l’estradizione. E’ importante notare come la Convenzione del 1910 si occupasse esclusivamente del profilo punitivo della tratta, senza dedicare alcuna disposizione al tema della protezione delle vittime, che restava quindi unicamente affidata alle scarne disposizioni contenute nell’accordo del 1904. Dopo poco più di dieci anni dall’approvazione della Convenzione del 1910, gli Stati firmatari di quell’accordo indissero una nuova conferenza internazionale sul tema della tratta delle bianche. Essa si tenne dal 30 giugno al 5 luglio 1921 e vi parteciparono per la prima volta anche i rappresentanti di alcuni paesi extra-europei. Durante i lavori della conferenza, emerse con chiarezza la necessità di affiancare all’Accordo del 1904 ed alla Convenzione del 1910 un nuovo strumento internazionale, che ampliasse l’ambito di applicazione dei due precedenti accordi. Così, il 30 settembre 1921 fu siglata a Ginevra la “Convenzione internazionale per la repressione della tratta delle donne e dei fanciulli” 6 . Per la prima volta una convenzione relativa alla tratta degli esseri umani prendeva atto del fatto che le vittime della tratta di persone possono essere anche minori di sesso maschile (art. 2). La nuova Convenzione, entrata in vigore il 28 giugno 1922, emendava l’accordo del 1910, fissando il raggiungimento della maggiore età a 21 anni anziché a 20. Questo emendamento aveva l’effetto di estendere ulteriormente la disciplina più repressiva prevista per la tratta dei minori, la quale prescindeva dal consenso 6 “International Convention for the Suppression of the Traffic in Women and Children”, in League of Nations, Treaty Series, vol. 9, p. 415. La Convenzione è stata ratificata dall’Italia il 30 giugno 1924, l’ordine d’esecuzione era stato dato col R.D. n° 2749 del 31 ottobre 1923.
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Il divieto internazionale di tratta degli esseri umani

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandra Annoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Salerno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

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