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Il divieto internazionale di tratta degli esseri umani

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2) Sfrutta la prostituzione di un’altra persona, anche con il consenso di questa. Della seconda disposizione e dei problemi che essa ha generato si dirà più avanti 9 . Qui ora preme concentrarsi sulla prima delle due disposizioni, che va analizzata confrontandola con le previsioni delle precedenti convenzioni sulla tratta delle bianche. Si noti come la Convenzione del 1949 completi l’opera di criminalizzazione cominciata con i precedenti accordi, prevedendo l’obbligo di penalizzare anche la tratta interna delle donne adulte consenzienti, nonché degli uomini adulti, consenzienti o non. Tuttavia, a differenza delle precedenti, la Convenzione del 1949 non fa riferimento genericamente alla tratta per scopi immorali, ma solamente a quella a scopo di prostituzione. L’espressione usata nei precedenti accordi, sebbene concepita per essere applicata essenzialmente alle stesse fattispecie a cui si applica la Convenzione del 1949, si prestava a maggiori opportunità d’interpretazione evolutiva: vi si sarebbero potuti far rientrare, ad esempio, anche i casi di tratta a scopo di matrimonio, laddove si fosse considerato immorale il matrimonio coatto. La Convenzione del 1949 contiene un Protocollo finale soggetto a separata ratifica, il quale permette agli Stati parti di adottare una legislazione più restrittiva rispetto a quella prevista dalla Convenzione, al fine di rinforzare le misure volte a sopprimere la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento altrui a scopo di prostituzione. La disposizione implicitamente ammette la possibilità che la legislazione nazionale si spinga fino a criminalizzare anche la condotta della prostituta stessa. L’ottica marcatamente proibizionistica che sta alla base di questa disposizione non è unanimemente condivisa dagli Stati parti della Convenzione, tanto che alcuni di questi, come l’Italia, non hanno ratificato il Protocollo. Inoltre, come anche sottolineato dalla relatrice speciale sulla violenza contro le donne nell’ambito della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani 10 , Radhika 9 Vedi infra, p. 11. 10 Istituito (con la risoluzione 1994/45) dalla Commissione per i diritti umani il 4 marzo 1994, questo organo ha il compito di redigere un rapporto annuale sulla violenza contro le donne, le sue cause e conseguenze, raccogliendo informazioni e formulando raccomandazioni a livello nazionale ed internazionale. (“Question of integrating the rights of women into the human rights mechanisms of the United Nations and the elimination of violence against women”, UN Doc. E/CN.4/RES/1994/45, paragrafi 6 e 7, in “Commission on Human Rights: report on the 50th session, 31 January-11 March 1994”. - E/1994/24-E/CN.4/1994/132. - 1994. - p. 140-145. - (UN Official Records: ESCOR, 1994, Suppl. no. 4))

Anteprima della Tesi di Alessandra Annoni

Anteprima della tesi: Il divieto internazionale di tratta degli esseri umani, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandra Annoni Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

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