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Il divieto internazionale di tratta degli esseri umani

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Coomaraswamy, anche l’art. 19, paragrafo 2, della Convenzione finisce col sostanziarsi in una forma di punizione nei confronti delle prostitute 11 . Questa disposizione, infatti, permette agli Stati di rimpatriare le prostitute straniere non solo nel caso in cui siano esse a richiederlo, ma anche laddove il rimpatrio sia richiesto da chi esercita l’autorità su di esse oppure, ancora, nel caso in cui penda su di esse un provvedimento di espulsione emanato in conformità alla regolamentazione nazionale. Si è già avuto modo di osservare 12 , in relazione alla disposizione in parte analoga contenuta nell’Accordo del 1904, come il rimpatrio su richiesta dell’esercente autorità si risolva spesso nella restituzione della vittima della tratta nelle mani dei trafficanti; la Convenzione, inoltre, prevedendo anche il rimpatrio a seguito di provvedimento di espulsione, lascia gli Stati parti liberi di applicare alle vittime della tratta le regole e le sanzioni previste dall’ordinamento nazionale per la repressione dell’immigrazione clandestina in generale. In tema di giurisdizione penale, la Convenzione del 1949 non apporta modifiche ai criteri di competenza autonomamente posti dalle parti 13 , con la sola eccezione dell’art. 9, che obbliga gli Stati parti che non prevedano l’estradizione del cittadino per i reati previsti dagli artt. 1 e 2 della Convenzione a processarlo se rientrato in patria dopo il compimento del fatto. Il principio dell’aut dedere aut iudicare che sottende a questa disposizione è indicativo dell’importanza che i redattori hanno voluto attribuire al fatto che i trafficanti di persone vengano sempre debitamente puniti. 11 R. COOMARASWAMY, relatrice speciale sulla violenza contro le donne, le sue cause e le sue conseguenze, “Report on trafficking in women, women’s migration and violence against women submitted in accordance with Commission on Human Rights resolution 1997/44”, Ginevra, 29 febbraio 2000, p. 7 (UN Doc. E/CN.4/2000/68). Il rapporto fu redatto in conformità alla risoluzione 1997/44, “The elimination of violence against women” , adottata dalla Commissione per i diritti umani l’11 aprile 1997, nella quale la Commissione invitò la relatrice speciale: “to examine and compile information on existing international human rights, humanitarian and other standards and instruments relating to trafficking in women and girls, in dialogue with Governments, intergovernmental organizations and non-governmental organizations”. (UN Doc. E/CN.4/RES/1997/44, par. 15, in : “Commission on Human Rights : report on the 53rd session, 10 March-18 April 1997”. - E/1997/23-E/CN.4/1997/150. - 1997. - p. 145-149. - (UN Official Records: ESCOR, 1997, Suppl. no. 3)). 12 Vedi supra, p.5. 13 Vedi art. 11 della Convenzione del 1949. La ratio dell’art. 11 è di ribadire che la Convenzione del 1949, salvo l’eccezione di cui all’art. 9, non intende costituire in capo alle parti alcun obbligo di repressione extra-territoriale del crimine di tratta.

Anteprima della Tesi di Alessandra Annoni

Anteprima della tesi: Il divieto internazionale di tratta degli esseri umani, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alessandra Annoni Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

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