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L'esperienza nuda. Spazio, tempo e colore nella riflessione di A. Huxley

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fino a quel momento erano nella mia visione, ora erano su di me. Tutto ciò era durato meno di dieci secondi, ed era fatta. Ero per- duto”. Si tratta di un brano tratto da Psicosi sperimentale, un bre- ve, drammatico resoconto di un’esperienza con la mescalina 30 . Due elementi di quest’ultimo testo concordano con le affermazioni di Jaspers più sopra accennate: il fascino attribuito all’esperienza della droga e il suo legame fenomenologico con la follia 31 . Nella cultura occidentale, la pratica di assumere droghe allo scopo di descriverne gli effetti è stata attuata, sistematicamente, da due categorie di ‘addetti ai lavori’: neurologi, psichiatri e psicolo- gi, da un lato, e filosofi, artisti e letterati, dall’altro 32 . Gli studiosi della mente hanno visto nella droga un mezzo per provocare artifi- cialmente alterazioni della coscienza e delle cosiddette ‘funzioni psichiche’, nonché, come abbiamo già visto e approfondiremo in seguito, la possibilità di indurre, sperimentalmente, la psicosi. I letterati, dal canto loro, se ne sono serviti per indagare in profon- dità il senso dei cambiamenti prodotti dalla droga nella percezione di se stessi e del mondo. Come l’indagine psichiatrica, anche il percorso letterario intorno alla droga presenta una pluralità di o- biettivi, più o meno dichiarati: da un lato, l’indiscutibile attrazione per lo straordinario, il meraviglioso; dall’altro, come dice Huxley, l’interesse per “la luce che essa [la droga] può gettare su (...) pro- blemi antichi e insoluti, come il posto della mente nella natura e il rapporto tra cervello e coscienza” 33 . 30 H. MICHAUX, Miserabile miracolo (La mescalina). L’infinito turbolento (1964), con un saggio di M. BLANCHOT, tr. it. di E. Filippini, V. Riva e C. Rugafiori, Milano, Feltrinelli, 1967, p. 71. 31 Si consideri quest’altra citazione: “Non ho ormai dubbio di essermi messo in una situa- zione grave, senza le indispensabili precauzioni, e che va di minuto in minuto aggravandosi. La trasformazione a cui viene soggiacendo il mio io si precisa in modo sempre più netto; ho l’impressione che un’altra personalità si sviluppi accanto alla mia e vada, a poco a poco, assu- mendone il ruolo”. Non si tratta del prosieguo del resoconto di Michaux, in questo caso, ma della relazione, da parte di uno psichiatra italiano, Enrico Morselli, della propria esperienza dopo l’assunzione di 0,75 grammi di mescalina [cfr. G. E. MORSELLI, Contributo allo studio delle turbe da mescalina (1935), in AA. VV., Le psicosi sperimentali, Milano, Feltrinelli, 1962, p. 49]. 32 Cfr. G. e R. BOERI, Huxley e la droga vent’anni dopo, Postfazione a A. HUXLEY, Le Porte della Percezione. Paradiso e inferno (1954), tr. it. di L. Sautto, Milano, Mondadori, 1986 2 . 33 A. HUXLEY, Le Porte della Percezione. Paradiso e inferno, cit., p. 8.

Anteprima della Tesi di Lorenzo Scaglietti

Anteprima della tesi: L'esperienza nuda. Spazio, tempo e colore nella riflessione di A. Huxley, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Lorenzo Scaglietti Contatta »

Composta da 186 pagine.

 

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