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Influenza delle nuove tecnologie digitali sul cinema contemporaneo

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5 Non manca inoltre chi trova nella proliferazione del virtuale la causa di una crisi del mercato del lavoro che si fa di giorno in giorno sempre più grande: quando tutte le abitazioni saranno cablate con fibre ottiche e connesse alla rete, ci sarà tutta una serie di operazioni che potranno essere svolte comodamente a casa e questo segnerà la fine di molti impiegati e lavoratori comuni. D’altra parte però c’è anche chi non pensa al virtuale come a qualcosa di nuovo e soprattutto scorge in esso, nonostante gli indiscutibili lati oscuri, qualcosa di assolutamente naturale. È il caso di Pierre Lévy che trova nel virtuale e nelle evoluzioni culturali che lo hanno preceduto un proseguimento dell’ominizzazione 3 . La virtualizzazione non è quindi né positiva, né negativa, né neutra. Essa si presenta come il movimento stesso del ‘farsi altro’, eterogenesi dell’umano… Il virtuale non è affatto il contrario del reale ma un modo di essere fecondo e possente che concede margine ai processi di creazione, schiude prospettive future, scava pozzi di senso al di sotto della piattezza della presenza fisica immediata. 4 Non di meno però la virtualizzazione, se non ad una smaterializzazione viene assimilata, da Lévy, ad una “privazione di sostanza che si declina in trasformazioni a essa legate: la deterritorializzazione” - cioè un distacco dal qui e ora, presente ovunque e in nessun luogo, ma sempre contemporaneamente – “l’effetto Moebius, che dispone l’incessante rovesciamento dell’interno e dell’esterno, la condivisione di elementi privati e l’integrazione soggettiva inversa di elementi pubblici.” 5 3 Pierre Lévy, Qu’est-ce que le virtuel?, Paris, Editions La Découverte, 1995 (trad. it. di Maria Colò e Maddalena Di Sopra, Il virtuale, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1997, p.1 sgg.). 4 Ivi, p.2. 5 Ivi, p.127.

Anteprima della Tesi di Andrea Boretti

Anteprima della tesi: Influenza delle nuove tecnologie digitali sul cinema contemporaneo, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo

Autore: Andrea Boretti Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

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