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Il diritto di prelazione artistica

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La nozione tradizionale dell'oggetto di quest'ordinamento quindi, incentrata come detto sugli oggetti o le cose d'arte o storico artistico, reputava essenziali le connotazioni della materialità (si trattava di cose che erano effettivamente tangibili) e della normatività (si trattava di categorie di cose espressamente nominate dalla legge); questa concezione muoveva da un'accezione tradizionale di cultura (dal latino "colere") e di arte dai caratteri esclusivi, classici e ristretti di originaria e irripetibile creazione intellettuale o artistica dello spinto umano e individuale. La definizione data dal citato art. 148, comma 1, lett. a) - sono Beni Culturali "quelli che compongono il patrimonio storico, artistico, monumentale, demoetnoantropologico, archeologico, archivistico e librario e gli altri che costituiscono testimonianza avente valore di civiltà così individuati in base alla legge" - è estremamente ampia ed unisce nella stessa formulazione le principali categorie finora individuate di Beni Culturali con il riferimento agli altri beni che costituiscono testimonianza avente valore di civiltà, categoria residuale e per definizione aperta. Si risente qui l'eco diretta della prima dichiarazione della proposta della Commissione Franceschini, tuttora assai attuale. Ma con due differenze di non piccolo peso: la prima, rappresentata dalla eliminazione dell'aggettivo "materiale" dalla espressione "testimonianza avente valore materiale di civiltà"; la seconda dall'ultimo inciso del nuovo testo che parla dei beni "così individuati dalla legge". L'aver eliminato il riferimento alla "materialità" della testimonianza avente valore di civiltà dimostra la piena rapportabilità delle attività culturali alla categoria generale dei Beni Culturali.

Anteprima della Tesi di Emanuele Vecchio

Anteprima della tesi: Il diritto di prelazione artistica, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Emanuele Vecchio Contatta »

Composta da 111 pagine.

 

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Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.