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La comunicazione pubblicitaria nella prospettiva costituzionale

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La comunicazione pubblicitaria nella prospettiva costituzionale - 12 - Francesco Loforte - 12 - Parte II:Le definizioni 4. La pubblicità Appare chiaro ad una prima superficiale scorsa del materiale, che è difficile racchiudere entro un quadro definito gli innumerevoli tipi pubblicitari esistenti, e altrettanto difficile immaginare delle categorie tipiche più ampie entro le quali fare confluire questi ultimi. Si dovrebbe poi abbandonare già da subito l'idea di prevedere singolarmente i modelli pubblicitari di qui in avanti realizzandi 22 . Consapevole di questa moltitudine di possibilità, non rimane che tracciare un profilo essenziale dell'esistente, ricercando poi un collegamento con la realtà giuridica in maniera da enucleare efficacemente i problemi e le questioni aperte. L'art. 2,lett. a) del decreto 74/92 contiene la prima definizione di pubblicità fornita da un testo legislativo italiano (uno dei pochi, a presentare tale definizione, in Europa ) e considera tale <<qualsiasi forma di messaggio che sia diffuso,in qualsiasi modo, nell'esercizio di una attività commerciale, industriale, artigianale o professionale allo scopo di promuovere la vendita di beni mobili o immobili, la costituzione o il trasferimento di diritti ed obblighi su di essi oppure la prestazione di opere e servizi>>. Dalla relazione dell'Authority della concorrenza e mercato, viene poi la precisazione che è da ritenersi messaggio pubblicitario <<qualunque comunicazione, purché diffusa nell'esercizio di una di quelle attività di cui all'art 2, cui comunque possa ricondursi una finalità promozionale, anche quando tale finalità non risulti disgiunta da scopi puramente informativi 23 >>. L'indicazione delle finalità promozionali "apre" la nozione di pubblicità a una serie il più possibile indistinta e indifferenziata di ipotesi. A tale scopo è stata prescelta per l'applicazione della disciplina, un"Autorità indipendente", sul modello anglosassone, per le capacità d'adeguamento, la flessibilità tipica dell'autorità amministrativa in contrapposizione a quella giurisdizionale, più rigida e scientifica. D'altra parte, la natura di comunicazione d'impresa finalizzata alla promozione di beni,porta ad escludere, dal novero delle pubblicità, la pubblicità a carattere politico e la pubblicità sociale. Un'altra definizione, riguardante il settore televisivo, si trova nella direttiva 89/522/CEE, che non risulta riprodotta comunque nella legge di attuazione:pubblicità è, dunque << ogni forma di messaggio televisivo trasmesso dietro compenso o pagamento analogo da un'impresa pubblica o privata nell'ambito di un'attività commerciale [...] allo scopo di promuovere la fornitura, dietro compenso, di beni o di servizi, compresi i beni immobili, i diritti e le 22 E'infatti noto a molti che il concetto di pubblicità si è evoluto, spinto dalle tecniche di marketing e dalla nascita di nuovi mezzi di comunicazione. La raccolta ufficiale degli usi pubblicitari della Provincia di Milano, realizzata dalla C.C.I.A.A. locale reca oltre la classica pubblicità tabellare, anche promozioni, incentivazioni, sponsorizzazioni,pubblicità diretta, le public relations,le comunicazioni tecniche e, nel suo insieme, la gestione della brand image. 23 AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO, Relazione annuale sull'attività svolta, 1995, p10.
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Informazioni tesi

  Autore: Francesco Loforte
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marco Cuniberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 176

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