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La comunicazione pubblicitaria nella prospettiva costituzionale

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La comunicazione pubblicitaria nella prospettiva costituzionale - 14 - Francesco Loforte - 14 - Non ricomprensibile nella definizione in commento appare la c.d. pubblicità sociale 27 , cioè diretta a promuovere comportamenti di carattere sociale (vedi ad es. Pubblicità Progresso). La lettera del decreto potrebbe poi in prima battuta porre dei problemi in ordine alla ricomprensione nella nozione di messaggi diretti semplicemente a promuovere l'immagine (c.d. Pubblicità d'immagine, appunto) di un'impresa presso il pubblico. In effetti, tale comunicazione non promuove direttamente la vendita di beni mobili o immobili, la costituzione di diritti o obblighi. Evidentemente, sia l'Autorità, che i primi commentatori del decreto 28 ritengono, correttamente,che sebbene l'oggetto della disposizione di legge in commento viene perseguito indirettamente,non di meno viene perseguito. Del resto la stessa legge alla succ. lett. b) dell'articolo in commento,precisa che l'interpretazione non va ristretta , ma abbraccia ogni comunicazione che miri ad influenzare, in favore dell'impresa, il complessivo comportamento economico del consumatore. Natura pubblicitaria va poi riconosciuta ai messaggi pubblicitari d'immagine 29 (advertorial advertising), così come a quelli che mirano a spingere il consumatore ad avvicinarsi presso i punti vendita, magari adescandolo con opportune offerte- sconto( bait and switch ). Rientra nella categoria pubblicitaria anche tout-court, poi eventualmente, il messaggio diretto a screditare i prodotti altrui. Il messaggio, stando alla lettera della legge, deve considerarsi singolarmente, ed è quindi da ritenersi che l'esame dell'Autorità debba vertere su messaggi presi singolarmente,non potendosi escludere, però in caso di campagne articolate, un esame del messaggio complessivo proveniente dall'intero svolgimento della campagna 30 . Sotto il profilo soggettivo, invece, perché una comunicazione-informazione sia qualificabile come pubblicità, è necessario che essa sia diffusa <>. Ciò porta quindi ad escludere i soggetti che non esercitino tali attività, anche se l'effetto del loro agire potesse avere comunque degli effetti sul piano economico. E' il caso per esempio, delle associazioni ambientaliste per le dichiarazioni a proposito delle loro iniziative, che costituiscono diritto di manifestare il pensiero. Ulteriore problema,è se possa definirsi pubblicità qualunque forma di comunicazione con contenuto promozionale, anche quando sia effettuata da un soggetto, nell'esercizio delle suddette attività (per esempio nel caso dell'attività professionale, un giornalista), indipendentemente da un rapporto di committenza con l'impresa interessata. 27 F.CAFAGGI in F.CAFAGGI- V.CUFFARO -L.DI VIA ,Commentario al d.lgs 74/92,in Le nuove leggi civili commentate, Padova 1993,p671. 28 M.FUSI -P.TESTA -P.COTTAFAVI ,La pubblicità ingannevole (Commento al d.lgs. 74/92),Milano,1993; F.CAFAGGI-V.CUFFARO-L.DI VIA, op. ult. cit ,1993. 29 Questa è detta anche pubblicità istituzionale,avendo come scopo l'accreditamento dell'immagine o del marchio d'azienda. Alcuni autori (A.CONTALDO,La pubblicità istituzionale, in G.CORASANITI- L.VASSELLI,Diritto della comunicazione pubblicitaria, Torino 1999) parlano invece di pubblicità istituzionale come di quella pubblicità che riguardi il soggetto pubblico. 30 Così F.CAFAGGI in F.CAFAGGI-V.CUFFARO-L.DI VIA,Commentario cit., 1993; v. contra V.MELI La repressione della pubblicità ingannevole ,1994 p.30, che comunque valuterebbe l'incidenza del singolo messaggio ingannevole sull'intera campagna.

Anteprima della Tesi di Francesco Loforte

Anteprima della tesi: La comunicazione pubblicitaria nella prospettiva costituzionale, Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesco Loforte Contatta »

Composta da 176 pagine.

 

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