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Deficit di aggiornamento della memoria di lavoro nel deterioramento cognitivo lieve

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7 Le alterazioni fisiologiche del sistema visivo sono in parte a carico del cristallino e legate a una sua diminuita elasticità e opacizzazione, mentre l’invecchiamento fisiologico delle vie acustiche ha come principale conseguenza una graduale compromissione della capacità uditiva, con particolare incidenza per le alte frequenze (Guyton, 1978); l’effetto globale sul comportamento risulta comunque esiguo nel caso di condotte svolte da anni e divenute abituali, alla realizzazione delle quali operano meccanismi altamente automatizzati. Per quanto riguarda l’attenzione, nella popolazione anziana è possibile riscontrare, deficit a carico di alcune componenti della funzione attentiva. L’attenzione non può infatti considerarsi come una funzione cognitiva unitaria, ma come un insieme di differenti componenti e processi, che possono essere selettivamente danneggiati. L’attenzione selettiva è la componente maggiormente studiata e si identifica nella capacità di selezionare in modo privilegiato, alcune informazioni rilevanti, tralasciandone altre di minore importanza. Già negli anni Sessanta si osservò che l’anziano presentava deficit specifici per questo genere di attenzione (Rabbit, 1965). Successivamente si notarono differenze all’interno delle diverse componenti dell’attenzione selettiva: ad esempio, sembra che l’attenzione spaziale implicita sia relativamente conservata mentre emergono difficoltà in compiti che richiedono un orientamento volontario (Posner, 1980). Gli studi sull’attenzione divisa e sostenuta necessitano ancora di ulteriori approfondimenti, tuttavia sembra che i deficit riscontrabili in tali capacità siano collegabili alla difficoltà intrinseca del compito e si evidenzino soprattutto in prove complesse che richiedono notevoli capacità di elaborazione (Craik, 1977; Madden, 1990; Quilter, Giambra, Benson, 1983). Dagli studi effettuati sulla memoria (Craik, 1969; Raymond 1971; Ratti, Amoretti, 1990) emergono posizioni contrastanti circa l’ipotesi che, nell’invecchiamento fisiologico, si verifichi una diminuzione della prestazione nei compiti di memoria a breve termine, esaminata con test di ripetizione di cifre, span di parole e rievocazione libera; sembra
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Deficit di aggiornamento della memoria di lavoro nel deterioramento cognitivo lieve

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Informazioni tesi

  Autore: Annapaola Prestia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Carlo Semenza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

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Parole chiave

anziani
demenza
deterioramento cognitivo
memoria a breve termine
neuropsicologia
memoria di lavoro

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