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La presenza musulmana nel Friuli-Venezia Giulia: tra reminiscenza storica e nuova immigrazione

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11 1.1) La Sicilia e la dominazione araba L’insediamento arabo in Sicilia durò stabilmente per oltre due secoli; rispetto le altre conquiste arabe si trattò di una invasione affatto fulminea, tanto che quasi vi fu impiegato lo stesso tempo occorso all’affermazione su tutta la costa nord dell’Africa, mentre meno della metà fu sufficiente affinché l’isola venisse perduta 21 . Fu quindi conquista e perciò storia di conflitto, ma anche esempio di convivenza, i cui risultati positivi possono essere rintracciati già all’epoca 22 , così come soprattutto nei numerosi segni architettonici e artistici, che in Sicilia testimoniano a tutt’oggi questa parte di storia e cultura 23 . Il primo sbarco documentato sull’isola avvenne nel 652, sotto la guida di Mu’awiya ibn Hudaig 24 , e per tutto il resto della seconda metà del settimo secolo, nel quadro dello scontro tra la resistenza bizantina e l’espansione araba in Africa, seguirono molte altre incursioni non solo verso la Sicilia ma anche verso la Sardegna 25 ; dalle cronache dell’epoca ci giunge ancora la notizia di una spedizione in Sicilia meglio organizzata nel 740, ma anche questo tentativo non ebbe successo e gli uomini dovettero ritirarsi a causa dell’esplodere della rivolta berbera nel nord Africa 26 . 21 Vedi Gabrieli, F., Scerrato, U., op. cit., p.35 22 Alcuni positivi riscontri furono l’incremento urbanistico di alcune città, lo sviluppo dei traffici mercantili, i miglioramenti in campo agricolo, di cui importante segno fu il frazionamento del latifondo, così come la convivenza tra arabi e autoctoni, che si espresse anche nelle opere di importanti arabi siciliani che ebbero peso nel panorama culturale e giuridico islamico; tra questi, Ibn al-Qatta ( 1041-1121), Ibn al-Fahhàm ( 1030-1122), e Ibn Makki dell’XI secolo. Vedi Rizzitano, U., op. cit., pp. 122, 170-176, 190, 198 23 Per la trattazione del tema dell’arte islamica, come ancora degli influssi positivi della presenza araba in Sicilia, vedi Gabrieli, F., Scerrato, U., op. cit. 24 Vedi Amari, Michele, “Storia dei musulmani di Sicilia”, Romeo Prampolini Editore, Catania, 1935, vol. I p. 194; Gabrieli, F., Scerrato, U., ibidem 25 Nell’Amari viene ricordata l’incursione del 669 a Siracusa, in particolare riguardo un documento coevo di un monaco Benedettino, che scrive di “…sanguinosa strage nel monastero dell’Ordine a Messina…”, su cui l’autore avanza alcune perplessità riguardo la veridicità della memoria del fatto, in base all’analisi del teso. Sull’incursione scrive “Le memorie europee dicono concordemente ch’essi irruppero in Siracusa con molta strage, che i cittadini si rifuggirono nelle montagne e nelle rocche più munite dell’isola e che il nemico ritornò in Alessandria portando via grandissima preda; tra le altre cose il bronzo e le immagini che Costante avea tolte in Roma” in Amari, M., ibidem, p. 216 26 “Apparecchiate assai maggiori forze che per l’addietro, e fattene venire anco di Spagna, Ubayd Allah le affidava ad Habibi e scagliavale un’altra fiata su la Sicilia, con evidente disegno di conquisto…Sbarcato Habibi del 122 (740) a rafforzatosi com’ei pare in campo…mandava intorno i cavalli col proprio figliuolo Abd ar-Rahman; il qual ruppe quanti gli veniano allo scontro, e corse vittorioso in Sicilia, dicono i cronisti musulmani, più largamente che niun altro condottiero. Apprentatosi sotto le mura di Siracusa, Abd ar-Rahman sconfisse le genti uscite a combatterlo; strinse d’assedio la città, e spiovvi tanto terrore, che un dì poté cavalcare egli stesso fino una porta, e percossala con la spada in atto di minaccia, lasciovvi il segno. Calaronsi infine i cittadini a pagare una taglia. Doma la capitale, Habib volgeasi a soggiogare il rimanente dell’isola; quando fu

Anteprima della Tesi di Andrea Vergani

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Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Vergani Contatta »

Composta da 252 pagine.

 

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