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L’esperienza inutile. L’esempio dei conflitti anglo-boero e russo-giapponese e l’impreparazione italiana alla guerra di trincea (1900-1914)

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E’ inutile l’aggiungere che non era possibile il far arrivare ordini su quel campo di manovra; il movimento era interamente arrestato, il numero dei proiettili boeri, congiunto alla favorevole combinazione del terreno, aveva condannato all’inerzia gli assalitori, fiaccato l’impeto del loro fiducioso attacco. Nulla di simile erasi veduto nemmeno sotto le trincee turche di Plevna, e solo può somigliarvi un momento solo della battaglia di Gravelotte, quello in cui la Guardia Prussiana (…), fu falciata nel salire le pendici di Saint Privat, su cui stavano schierate le fanterie francesi. 6 La battaglia si risolse poi a favore degli inglesi, grazie all’intervento di una nuova batteria d’artiglieria, e ad un riuscito assalto condotto contro l’ala destra Boera che abbandonò, senza motivo apparente, il settore che doveva difendere. 7 Già da questo primo resoconto emergono quelli che furono, e che parvero essere, gli effetti delle nuove armi sul campo di battaglia. 6 Ibid., pagg. 1034-1035. 7 Un ulteriore descrizione della battaglia del Modder può essere trovata in: Thomas Pakenham, op. cit., pagg. 233-243. La situazione, descritta nell’articolo di Fabris, in cui si trovarono le truppe inglesi a causa del fuoco boero e l’invisibilità dei loro avversari vi è confermata. “Come descrivere, nell’ottica del soldato, le dieci ore di duello? Da parte britannica, il materiale per ricostruire la scena non manca. Scrisse Methuen alla moglie. ‘pensavo, come tutti, che il nemico se la fosse battuta: invece, Kronje e de la Ray (sic) e novemila uomini se ne stavano saldamente attestati ad aspettarmi. Di boeri non ne ho visto manco uno; ma, anche cavalcando un miglio lontano, mi pioveva attorno una gragnuola di pallottole.’ (...). Entrambe le brigate - a est della ferrovia, quella della Guards capeggiata dal maggior generale Colvile; a ovest, la 9^, capeggiata dal maggior generale Reggie Pole- Carew - rimasero inchiodate al veld sotto il fuoco di una schiera invisibile di Mauser e di qualche Martini-Henry ‘se uno chiedeva a un compagno un sorso d’acqua’ scrisse Ralph ‘si vedeva la borraccia o la mano in atto di passarla, perforata da una dum-dum...E se, per il dolore, il soldato alzava la testa, una fucilata gli faceva saltare l’elmetto’. Affamati e assetati, tormentati dalle formiche, i soldati rimasero ventre a terra per dieci ore, con una temperatura di trentadue gradi all’ombra e con un sole che scottava le gambe degli Highlanders in gonnella. Il bisogno di bere divenne tale, che ci fu chi, contravvenendo all’ordine di non muoversi, tentò di tornare strisciando ai carri d’acqua. Il tentativo costò la pelle a parecchi. Altri esausti o annoiati, s’addormentarono sul posto. Questa la battaglia vista dalla parte britannica: dieci ore di fucilate in faccia da un nemico rimasto invisibile”. .Sempre a proposito di efficacia del fuoco e invisibilità dei boeri vedasi la descrizione della battaglia di Colenso, Ibid. pagg. 271-287.

Anteprima della Tesi di Franco Beretta

Anteprima della tesi: L’esperienza inutile. L’esempio dei conflitti anglo-boero e russo-giapponese e l’impreparazione italiana alla guerra di trincea (1900-1914), Pagina 14

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Franco Beretta Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

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