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Sistemi di memoria e strategie di oblio in contesti organizzativi, nel caso dei nodi di contatto della Regione Emilia Romagna

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1 > Scopo e passi La tesi ha lo scopo finale di analizzare quali sono i sistemi di memoria che entrano in gioco, e soprattutto quali sono le strategie di oblio che vengono utilizzate al fine di gestire meglio la conoscenza che l’individuo si trova ad affrontare durante il lavoro di tutti i giorni. Memoria ed oblio, infatti, sono due concetti che sono indissolubilmente legati l’uno all’altro, e non è possibile parlare del secondo senza fare un’attenta analisi di quali siano i varii sistemi di memoria, come acquisiscano e come gestiscano le informazioni, e di quali tipi di informazioni si tratti. Ed infatti l’esposizione comincerà proprio la propria argomentazione da questo punto, da una rassegna abbastanza estesa delle teorie psicologiche che hanno cercato di spiegare il funzionamento dei sistemi mnestici, facendo attenzione soprattutto alla distinzione tra memoria di lavoro e memoria di lungo termine, ed all’interno di quest’ultima considererò le differenziazioni che sono state fatte in base alla tipologia delle conoscenze, individuando così una memoria procedurale, una semantica ed una episodica. Del pari, continuerò la mia rassegna teorica mostrando quali sono state nel corso del tempo le spiegazioni che sono state fornite al fenomeno dell’oblio, spiegazioni che si configurano non tanto come auto-elidenti l’una rispetto all’altra, ma piuttosto come complementari. A monte di queste spiegazioni, vi sono delle componenti che agiscono favorendo il dimenticare: la motivazione, la forte predominante del ragionamento secondo schemi e stereotipi, la presenza o meno del giusto indizio di recupero, o di elementi parziali del ricordo. Nell’arco di tutta questa mia ricerca, considererò – motivandolo di volta in volta – l’oblio non solo come una caratteristica negativa della memoria, e non come la sua perfetta negazione, ma come un qualcosa di inevitabile, funzionale, e talvolta auspicabile, se ben gestito. Queste spiegazioni, però, soffrono di un difetto fondamentale, tipico di tutte le teorie prettamente cognitive, e cioè quello di non tenere in giusta considerazione il fatto che l’individuo agisce in un mondo sociale che lo influenza e determina il modo in cui memorizza e/o dimentica le conoscenze. Per dare spiegazione di questo farò riferimento a due approcci psico/sociologici forti e perfettamente integrabili tra di loro, ciascuno dei quali è in grado di rendersi utile nella spiegazione di buona parte del problema: presenterò così gli approcci dell’Activity Theory e delle Comunità di Pratiche. Sono infatti tra le poche teorie che riescono a spiegare il livello sociale della memoria e dell’oblio, senza però essere costretti ad eliminare il livello individuale, come invece fanno tante spiegazioni di tipo organizzativista. In questa parte affronterò anche il problema di quali sono le forme di memoria che sono presenti in

Anteprima della Tesi di Franco Papeschi

Anteprima della tesi: Sistemi di memoria e strategie di oblio in contesti organizzativi, nel caso dei nodi di contatto della Regione Emilia Romagna, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Franco Papeschi Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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