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Le società privatizzate: legislazione speciale e diritto comune

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Capitolo primo – L’avvio del processo di privatizzazioni 12 L’EFIM è rimasto tutt’altro che un caso isolato. Oltre la strada dell’avvio della liquidazione, intrapresa per quest’ultimo, lo Stato aveva anche la possibilità di scegliere una ristrutturazione degli enti pubblici in dissesto. In questo senso andava l’intervento finanziario del Governo rappresentato da dotazioni di capitale ad alcune imprese pubbliche, come ad esempio la Lanerossi e l’Alfa Romeo. Lo Stato, con il capitale apportato, evitò che le perdite gravassero sui privati (rispettivamente la Marzotto e la Fiat) che stavano per acquistare le due imprese citate. Già in questi primi casi la disciplina comunitaria fu determinante, giacché il Giudice Comunitario li considerò come aiuti distorsivi della concorrenza. Era, infatti, chiara l’agevolazione finanziaria a danno delle altre imprese operanti negli stessi settori 1 . Negli anni ‘90 l’intero settore siderurgico italiano stava vivendo uno dei suoi periodi più difficili e rischiava effettivamente il dissesto se non fossero intervenute subito ingenti erogazioni statali. Grazie all’accordo Savona – Van Miert del 1993, immediatamente precedente al protocollo dell’estate del 1993 Andreatta – Van Miert, fu permessa al Governo italiano la ricapitalizzazione del settore a patto, però, di una successiva privatizzazione 2 . Le istituzioni comunitarie compresero quindi la difficile situazione in cui si trovava l’Italia, ma individuarono nella privatizzazione l’unico modo per evitare soluzioni solo temporanee. 1 Si vedano le sentenze della Corte di Giustizia Europea del 21 marzo 1991, C–303/89, riguardo l’ENI – Lanerossi, in Racc. I–1422 e C–305/89, riguardo l’Alfa Romeo, in Racc. I–1603. 2 Su questo secondo accordo cfr. il Libro bianco sulle privatizzazioni del 2001.

Anteprima della Tesi di Daniele Palmisani

Anteprima della tesi: Le società privatizzate: legislazione speciale e diritto comune, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Daniele Palmisani Contatta »

Composta da 283 pagine.

 

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