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Le obbligazioni bancarie: profili normativi e implicazioni gestionali

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CAP. I – IL QUADRO NORMATIVO DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE febbraio 1998, n. 58, e del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, in materia di mercati; d) delibera Consob n. 11971 che approva il regolamento di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la disciplina degli emittenti; e) Istruzioni di Vigilanza della Banca d’Italia contenute nella Circolare n. 229, aggiornata al 5 settembre 2002 (7° aggiornamento). L’art. 12 del T.U. individua gli strumenti attraverso cui le banche possono effettuare la raccolta di risparmio presso il pubblico, riconoscendone sostanzialmente tre tipologie: le obbligazioni convertibili e non convertibili, i titoli di deposito nominativi e al portatore, i prestiti subordinati, irredimibili e non, o rimborsabili previa autorizzazione della Banca d’Italia. Si è evidenziato come, mentre nella precedente normativa la distinzione tra obbligazioni e buoni di cassa assumeva un valore meramente esemplificativo, nell’art. 12 del T.U. si ha una più precisa indicazione degli strumenti finanziari, limitando, al tempo stesso, il campo applicativo del potere normativo e di intervento degli organi di vigilanza. Nel citato articolo vengono riprese le espressioni e i contenuti già anticipati nell’art. 4, d. lgs. 481/1992, e si riconosce l’intento, assente nella legge bancaria del 1936-38, del legislatore di sottoporre ad un’unica disciplina tutte le forme di raccolta del risparmio, sia quando queste si realizzano tra il pubblico, con l’utilizzo di strumenti di massa, sia quando si concretano in una negoziazione individualizzata. Il processo di despecializzazione è confermato dal fatto che attualmente, l’emissione di obbligazioni è consentita a tutte le società

Anteprima della Tesi di Andrea Orfino

Anteprima della tesi: Le obbligazioni bancarie: profili normativi e implicazioni gestionali, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Andrea Orfino Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

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