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Esperienze di teatro e terapia in Italia dal 1990 al 2002

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3 spettacoli che parlano e mettono in scena la follia e l’eccesso e che sono recitati e agiti dagli stessi folli e da chi di loro si prende cura (operatori psichiatrici, infermieri, etc.). Misculin, in gioventù, a causa di esperienze di devianza e sofferenza psichica, incontrò nei primi anni Settanta Franco Basaglia, all’interno dell’Ospedale Psichiatrico di Trieste. E’ qui che il futuro attore, per sua stessa ammissione, iniziò, attraverso i primi rudimenti dell’arte teatrale, a esprimersi in modo liberatorio e a lenire attraverso l’arte la sua sofferenza. A partire dal 1975, si susseguirono svariati progetti teatrali (“Teatro Studio”, “Teatro Pirata”, “Laboratorio di Artigianato Teatrale”), tutti creati e condotti dallo stesso Misculin all’interno dell’Ospedale Psichiatrico di Trieste, con una compagnia formata da pazienti psichiatrici e operatori 2 . L’oggetto della ricerca teatrale di Misculin fu da subito lo stesso disagio mentale e l’eccesso a cui può portare la follia. Della propria produzione teatrale, l’attore triestino affermerà più tardi che: “non nasce dal teatro ma dalla follia. Il teatro è uno strumento. Alla base c’è proprio l’eccesso. E’ importante capire i matti nel loro territorio […] per noi l’eccesso è un valore” (MINOIA 1999 b , p. 106). Nel 1983, la compagnia teatrale “Laboratorio di Artigianato Teatrale” cambia definitivamente nome in “Velemir Teatro”, in memoria di Velemir Dugina, musicista e collaboratore della compagnia, morto nello stesso anno. Celebri registi (Giuliano Scabia, Oddo Bracci) si alternarono a dirigere il gruppo teatrale sino al 1992, anno in cui l’esperienza del “Velemir”, presentata al Festival dei Teatri di Sant’Arcangelo di Romagna, acquistò rilievo nazionale. Nacque in quell’anno, con la collaborazione di attori e operatori sanitari (tra i quali Cinzia Quintiliani, Iris Caffelli, attrici, e Angela Pianca, psicologa), una rete di laboratori teatrali, operanti nell’ambito del disagio sociale, variamente distribuiti sul territorio italiano (Trieste, Cremona, Milano, Rimini, Padova, Suzzara) e raggruppati sotto la denominazione di “Accademia della Follia”. Ogni accademia è formata al suo interno da gruppi misti di professionisti, operatori sanitari, volontari, pazienti. Ogni gruppo, prima di intraprendere un percorso artistico, è sottoposto a intenso training fisico. Il lavoro sul corpo è giustificato da Misculin, esponendo le seguenti motivazioni: “suggerisco, chiedo di utilizzare il corpo, sede della contraddizione, dell’azione e della negatività. Nel corpo si evidenziano le difficoltà di tutti. E’ bene andare oltre il teatro di parola, di prosa e sviluppare un’analisi ‘vera’ attraverso un’introspezione psicofisica” (ivi, p. 108) 2 Misculin, in un’intervista, esponendo il proprio metodo di conduzione attoriale, afferma: “Aggrego sempre psicologi, dottori, infermieri insieme ai matti e li tratto tutti allo stesso modo”(MINOIA 1999 b , pp. 107-108).
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Esperienze di teatro e terapia in Italia dal 1990 al 2002

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Informazioni tesi

  Autore: Manuela Mattei
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Maria Ines Aliverti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 215

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