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Un giornale per emigranti: ''La Voce di Fossacesia''

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VIAGGIO A FOSSACESIA DICEMBRE 2002 Mi sono sempre chiesto come abbiano fatto milioni di persone nel passato a trasformare di colpo la propria vita, a lasciare tutto e tentare l'indefinito, a provare, a scommettere sui propri progetti, a cambiare rotta e seguire altre orme; per me era un vero mistero; per me che, prima di partire per i campeggi estivi o per i viaggi con gli amici, ero colto dal desiderio di mettermi in gioco totalmente, di evadere dalla mia realtà, dalle mie abitudini e dai miei ritmi, ma al contempo ero attanagliato dalla malinconia di lasciare i miei giochi, la mia famiglia, il mio cagnolino fidato; per me che, prima di compiere scelte più impegnative e di prendere decisioni importanti per la mia vita che avrebbero potuto allontanarmi per periodi di tempo indefiniti, ero tentato molte volte di lasciar perdere tutto, di rimanere con le mie comodità e con le mie sicurezze. Ma alla fine ero sempre vinto da quella forza misteriosa che ti spinge a curiosare, a rischiare, a mettere in gioco tutte le tue conoscenze, le tue forze e la tua voglia di vivere. Penso che ci sia stato anche questo desiderio che alla fine ha prevalso nell'animo di tutti i nostri corregionali emigrati, salpati su quei bastimenti che vedi, ormai, solo nei film, su quelle navi piene di persone, assiepate di corpi e intrise di dolore, ma consapevoli di poter voltare pagina una volta per tutte! Certo, la spinta economica e materiale era forte: le incertezze dovute all'insicurezza di un lavoro perduto o, peggio, mai avuto, la precarietà dovuta a un continuo doversi arrangiare per sbarcare il lunario, senza la prospettiva, neanche lontana, di un futuro sicuro per sè e per la propria famiglia, hanno, infine, vinto tutta quella riluttanza originaria che aveva pervaso le singole decisioni per un avvenire sicuramente migliore. Quando nei mesi passati mi sono avvicinato ad un altro mondo, ad una vera e propria galassia inesplorata, è stato per me come immedesimarmi in quegli uomini, che, magari, anche contro voglia e contro la volontà dei propri congiunti sono partiti, sì perché la mascolinità ha caratterizzato il primo periodo dell'emigrazione, ovvero le "italiche braccia forti" che potevano farsi valere ovunque; mi sono incuriosito e ho voluto soprattutto conoscere le motivazioni, le speranze, le ritrosie, i dubbi anche e specialmente, quelli più

Anteprima della Tesi di Attilio Aristone

Anteprima della tesi: Un giornale per emigranti: ''La Voce di Fossacesia'', Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Attilio Aristone Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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