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L'amministrazione della giustizia alla caduta della Repubblica di Venezia. Problematiche in una fase di transizione (1797-1806)

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sarà una gestione monopolistica della materia, con lo stabilimento di quali e quanti argomenti trattare, a cui gli altri membri sembrano sottostare senza porre obiezione alcuna, probabilmente riconoscendogli una sicura posizione di preminenza. Di lui si sa ancora che avrà una carriera luminosa: il 23 giugno 1804 sarà nominato consigliere presso la suprema corte di giustizia a Vienna, mentre lo si ritroverà ancora in epoca napoleonica a capo della Corte di giustizia civile e criminale di Venezia. … (omissis) … L’unico borghese, ma che rappresentava l’emergente classe che di lì a poco avrebbe esautorato il patriziato anche nell’ordinamento giudiziario, era Girolamo Rubelli, presidente del tribunale mercantile, che veniva insignito del titolo di eccellente. Si sa che era stato avvocato, probabilmente di prestigio e lo dimostra anche il fatto che risulta tra gli “associati” al Dizionario del diritto comune e veneto di Marco Ferro 37 . Aveva assunto già durante la Municipalità provvisoria del 1797 la carica di giudice nel Tribunale di Commercio, e mantenne il ruolo di presidente del Tribunale Mercantile durante tutta la prima dominazione austriaca, dal 1798 al 1806. Tale corte costituiva un’eccezione all’interno del panorama giudiziario veneziano, in quanto vi trovavano posto membri di provenienza non patrizia proprio su disposizione del governo asburgico, che, considerata la peculiarità dei temi oggetto delle cause, previde l’inserimento in tale organo di tre rappresentanti dell’ordine mercantile affiancati ai tre dell’ordine forense. Gaetano Cozzi traccia un profilo quasi affettuoso del Rubelli: “era un uomo intelligente, che conosceva altrettanto bene dei 37 Marco Ferro, avvocato trevigiano, pubblicò tale opera in cinque volumi a Venezia tra il 1778 ed il 1781. Egli si era proposto di procedere all’integrazione del diritto comune con quello veneto, assegnando comunque, nella redazione delle varie voci del Dizionario, al diritto veneto un ruolo minore, secondario. Figurano tra i numerosissimi sottoscrittori e i dedicatari dei volumi le massime personalità della Repubblica - tra i quali Andrea Tron e il futuro doge Polo Renier - e vari borghesi. Sulla rilevanza anche politica che ebbe l’opera, G. Cozzi, Fortuna, o sfortuna, ... cit., pp. 361-364. Cozzi segnala anche però che Marco Ferro, pur seguace ed ammiratore di Cesare Beccaria, aveva adottato nella compilazione della sua opera un atteggiamento “piuttosto compromissorio, costretto tra l’ossequio verso il diritto vigente e le sue inclinazioni riformatrici”. G. Cozzi, Note su tribunali ... cit., p. 3 nota 6.

Anteprima della Tesi di Lorena Dei Rossi

Anteprima della tesi: L'amministrazione della giustizia alla caduta della Repubblica di Venezia. Problematiche in una fase di transizione (1797-1806), Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Lorena Dei Rossi Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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