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L'amministrazione della giustizia alla caduta della Repubblica di Venezia. Problematiche in una fase di transizione (1797-1806)

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concordavano i patrizi cui dava voce il N.H. Moro arrivando ad affermare “che l’esperienza, di cui deve far uso questa Commissione, deve esser dedotta dall’Epoca 1796 possibilmente combinata collo stato presente di cose”. Era ancora Rubelli che invece individuava “l’esperienza nella conoscenza di que’ mali, che derivano dall’esercizio pratico della vigente Organizzazione”, invitando quindi a lasciarsi alle spalle il passato. Egli ricordava altresì ai colleghi come “le circostanze d’ aversi in vista sian quelle del bene della Nazione, cioé quelle, che tendono a renderla più pronta, più sicura, e meno dispendiosa l’amministrazione della Giustizia”, non le presunte particolarità fisiche o morali. Ma la sua voce cadeva nel vuoto, mentre nelle conclusioni che venivano man mano approvate a maggioranza venivano sempre accolte le tesi del Presidente 41 . 41 Le conclusioni a cui giunse la Commissione furono (seguendo il corrispondente ordine delle Proposizioni già illustrate): 1° “Che nell’Organizzazione Giudiziaria Civile, e Criminale non sia soggetta a mutazione la parte Costituzionale, o di massima, da cui rissulta il riparto, e la graduazione della Autorità; ma che nella parte di disciplina, ossia nel metodo dell’amministrazione di Giustizia progettar si possono tutti que’ cambiamenti, che l’esperienza, e le circostanze faranno conoscere necessarj”, 2° “Che la parte Costituzionale dell’Organizzazione non resti alterata da un aumento di Tribunali, o degli Individui, che li compongono, quando fosse dimostrato necessario dall’esperienza e dalle circostanze e salvo sempre il riparto, e la graduazione della Autorità”, 3° “Che il progetto di trasporto de’ Tribunali da Provincia a Provincia, o dalle Provincie alla Capitale non offenda la Costituzione tanto astrattamente riguardato, quanto nel particolare dettaglio de’ possibili richiesti trasporti”, 4° “Che niente soffra la Costituzione dalla separazione de’ Tribunali in Aule l’una dall’altra indipendenti, salva sempre la destinazione, e sopraveglianza alle Aule separate del Presidente di ciascun Tribunale”, 5° “Che salvo il Concluso nella terza proposizione non possa progettarsi la soppressione di alcun Tribunale, ed Offizio secondario come oggetto di Costituzione, ma si possono progettare tutti que’ cambiamenti di metodo e di disciplina, che si rendessero necessarj negli Offizj, e Tribunali”, 6° “Che non offenda la Costituzione il turno, che si credesse di progettare degl’Individui, che compongono un Tribunale da un Tribunale all’altro nella medesima Classe di Autorità, nel caso, che si trovasse necessario, o di accrescere il numero de’ Tribunali, o di dividere i Tribunali in Aule l’una dall’altra indipendenti, come nella seconda, e quarta proposizione”, 7° “Che l’oggetto, a cui si rifferisce la Proposizione non sia di competenza della Commissione, se non in quanto può avere rapporto col turno di cui parla la proposizione VI°”, 8° “Che non omesso il presidio delle Teorie, quando si credessero oportune, l’esperienza, di cui deve far uso questa Regia Commissione nel progettare i cambiamenti, abbia ad esser dedotta dall’esame, e confronto del metodo presente, e di quello vigente all’Epoca 1796”, 9° “Che avuto in riflesso, quanto alle circostanze politiche, il concluso della prima proposizione, abbia questa Regia Commissione a versare sulle circostanze fisiche, e morali, e sopratutte quelle, che possono influire al miglior bene della Nazione nella retta amministrazione di Giustizia”, 10° “Che l’esperienza, e le circostanze reciprocamente abbiano a suffragarsi nelle operazioni di questa Regia Commissione”, 11° “Che l’espressione di cambiamenti necessarj non restringa le facoltà della Commissione, ma si riferisca all’esiggenza dell’esperienza, e delle circostanze”, 12° “Che sotto l’espressioni d’Organizzazione Civile, e Criminale s’intendano compresi, non solo gli Editti 6 Febbraio e 31 Marzo, ma anche tutt’i posteriori Decreti, le dichiarazioni ed istruzioni susseguenti sopra le quali cose tutte possono versare gli Studj di questa Regia Commissione”, 13° “Che il Piano de’ Cambiamenti, che dietro le norme fissate nelle precedenti Proposizioni crederà di progettare questa Regia Commissione abbia a proporsi tutto unito alle Superiori considerazioni”. A.S.V, Compilazione leggi, s. II, b. 55, fasc. VII°, VIII° e IX°, relativi alle sessioni del 9, 16 e 23 gennaio 1800.
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L'amministrazione della giustizia alla caduta della Repubblica di Venezia. Problematiche in una fase di transizione (1797-1806)

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Informazioni tesi

  Autore: Lorena Dei Rossi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Giovanni Vittorio Signorotto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

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