Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'amministrazione della giustizia alla caduta della Repubblica di Venezia. Problematiche in una fase di transizione (1797-1806)

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Il diritto Le fonti Il sistema normativo veneziano ebbe un’origine autoctona, in una realtà geopolitica isolata ma non esclusiva. Non fu immune, né all’origine né durante il suo sviluppo, da influssi di diversa provenienza - romana, bizantina, longobarda, germanica - anche se la sua originalità fu sempre ostentata dalla classe dirigente veneziana, quasi a rafforzare l’idea di un’indipendenza prima ancora politica che culturale 15 . I veneziani erano vincolati da un particolare contesto ambientale ed economico ad una visione empirica e pragmatica delle cose e il diritto che generarono fu, almeno all’inizio, essenzialmente consuetudinario ed improntato alla soluzione equanime delle controversie. Esso altresì “ebbe sin dalle epoche più remote carattere territoriale, accumunando in un unico sistema normativo tutti e solo coloro che lentamente prendevano coscienza di appartenere all’unico sistema costituzionale” 16 . E’ a partire dalla seconda metà del XII° secolo che si affiancò una vera e propria legislazione scritta 17 , gli Statuti, alle tradizionali fonti di diritto. Ma il carattere delle norme statutarie veneziane fu essenzialmente procedurale ed appare come la trasposizione scritta di quelle che erano le consuetudini vigenti. In un ristretto arco di tempo, una cinquantina d’anni, si assistette al passaggio dagli usi non scritti e da una legislazione occasionale ad una loro codificazione vera e propria. La 15 Sulla genesi del diritto veneziano, cfr. G. Zordan, op. cit., pp. 169-174. Sull’influsso germanico è interessante quanto segnala l’autore a p. 175 “esse [le leggi] non rispondono affatto al rigido concetto romano per cui la legge treva forza obbligatoria da se stessa o dallo ius maiestatis di chi la poneva, ma ... piuttosto si possono avvicinare in qualche modo ai pacta germanici (espressioni di una concezione pattizia del diritto)”. I testi legislativi veneziani traevano forza non tanto dalle loro disposizioni precettive, la cui mancata osservanza avrebbe portato ad incorrere nelle prescritte sanzioni, quanto nella “promessa, corroborata da stipulazione penale e giuramento della parte cui incombeva l’osservarla”. cfr. Enrico Besta Il diritto e le leggi civili di Venezia fino al dogado di Enrico Dandolo in Ateneo Veneto XX, 1897, pp. 291 e ss. 16 G. Zordan, op. cit., p.181. 17 La prima unificazione ed elaborazione scritta delle antiche norme penali veneziane venne effettuata con la promissio maleficiorum, doge Orio Mastropiero, nel marzo 1181. Le già ricordate promissioni ducali invece si configureranno come il corpo delle norme costituzionali: la prima, del doge Enrico Dandolo, risale al 1192.

Anteprima della Tesi di Lorena Dei Rossi

Anteprima della tesi: L'amministrazione della giustizia alla caduta della Repubblica di Venezia. Problematiche in una fase di transizione (1797-1806), Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Lorena Dei Rossi Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2997 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.