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Internet senza fili

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14 la minima parte di un elemento chimico, la differenza di quando si passa da un mondo materiale, fatto di cose palpabili, consistenti, ad un mondo senza confini, globale e virtuale per definizione. La riflessione sulla differenza tra reale e virtuale conduce Donald Norman 19 alla conclusione che noi siamo “esseri analogici intrappolati in un mondo digitale” 20 . Secondo l’idea di Norman, infatti, l’evoluzione tecnologica sta modificando tutto intorno a noi, e noi come esseri umani ci ritroviamo impreparati di fronte a reazioni anomale rispetto alle nostre abitudini; siamo capaci di interagire meglio con quei sistemi che fanno parte del mondo reale o risultano ad essi analoghi e ci troviamo in difficoltà nel capire le astrazioni proprie del mondo digitale. Tutto ciò è conseguenza della normale evoluzione umana: per migliaia di anni abbiamo imparato nel nostro “essere analogici” ad estrarre il significato dalle cose nonostante disturbi ed errori; nel mondo digitale in cui invece ci siamo catapultati, la rappresentazione è talmente arbitraria che un errore anche minimo (uno zero in più o in meno) può innescare conseguenze inattese. Il problema di essere digitali risiede proprio nel fatto che ciò implica un certo grado di schiavitù verso la massima precisione possibile, quella tecnologica. Tutto questo è perfettamente appropriato per le macchine, ma non per l’ambiente di lavoro umano ed i problemi maggiori nascono appunto quando si arriva all’interazione tra macchine e persone. Per questo motivo, afferma Norman, sarebbe necessaria una nuova evoluzione biologico- tecnologica, anche se l’evoluzione biologica dell’uomo non riuscirà mai ad andare di pari passo con quella tecnologica. L’unico adattamento possibile per l’uomo è quello sociologico, in grado di portarci a considerare le nuove tecnologie come oggetti, reali e virtuali, utili per migliorare la nostra vita, e per condividere le nostre conoscenze attraverso le tecnologie stesse. Secondo Derrick De Kerckhove 21 “il computer più il telefono rappresentano l’intelligenza collettiva” 22 , la condivisione della conoscenza e questa intelligenza collettiva cambia la natura dei nostri processi mentali, e ci permette di dipendere maggiormente dalla nostra rete per prendere una decisione, per creare assieme ad altri, per scoprire ogni genere di cose. I cambiamenti sono dovuti semplicemente al fatto non solo una singola mente, ma molte menti divengono parte del network. La specie umana dunque si adatta a vivere collettivamente nel mondo digitale. 19 Donald Norman è l’ex vicepresidente della Apple Computer. E’ docente di Scienze Cognitiva all’Università della California, ed è un'autorità riconosciuta nell'attività di studio e di progetto sulle interfacce umane. Norman è laureato al MIT ed ha un master presso l'Università della Pennsylvania in ingegneria elettrotecnica. 20 Norman D.A., Il computer invisibile. La tecnologia migliore è quella che non si vede, trad. it. di Parrella B., Apogeo, Milano 2000 (The invisibile computer, 1998) p. 139 21 Derrick De Kerckhove è direttore del Programma McLuhan di cultura e tecnologia e professore del Dipartimento francese all'Università di Toronto (Canada). Il Programma McLuhan, è indirizzato alla comprensione di come le tecnologie influenzano e influenzeranno la società. De Kerckhove in questo contesto sta promuovendo una nuova forma di espressione artistica, che unisce le arti, l'ingegneria e le nuove tecnologie di telecomunicazione. 22 Intervista del programma di Rai Educational Mediamente a Derrick De Kerckhove, in onda il 23 Giugno 1995. In linea è disponibile all’indirizzo: http://www.mediamente.rai.it/home/bibliote/intervis/d/dekerckh.htm

Anteprima della Tesi di Maria Letizia De Luca

Anteprima della tesi: Internet senza fili, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Maria Letizia De Luca Contatta »

Composta da 144 pagine.

 

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