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Miti, utopie e realtà della rivoluzione corsa (1729-1769)

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FABRIZIO DAL PASSO, Miti, Utopie e realtà della rivoluzione corsa PREMESSA b) la visione mitica dell’operato di Pasquale Paoli all’interno dell’isola, terminato con l’annessione francese a causa della debolezza del suo governo. Si tratta di un’interpretazione storica tendente ad esaltare l’attività del generale corso, sottolineandone i meriti nella gestione amministrativa dello Stato. In questo senso, l’interpretazione della “Costituzione” paolina e del sistema democratico isolano vengono esaltate rispetto alla volontà di conquista della Francia e delle altre potenze europee. L’isola appare come la vittima dei soprusi e delle mire espansionistiche degli altri Stati, mentre il sistema democratico e comunitario corso costituirebbe una sorta di “democrazia diretta naturale”. Si tratta di un’interpretazione difesa soprattutto dalla storiografia corsa, inglese ed americana 21 . c) La visione dispotica della rivoluzione corsa. L’attività di Paoli nell’isola è assimilata a quella di un “despota illuminato”, capace di portare avanti delle riforme concrete, “dall’alto”, con scarso intervento della società e delle masse popolari. Si tratta di una visione storiografica tendente a sminuire l’operato di Paoli ed a ridimensionare l’idea di coscienza nazionale dei corsi, sottolineandone le incongruenze e le forzature. Questa interpretazione, caratteristica della storiografia francese più recente 22 , presenta dei punti di contatto con l’analisi svolta da Franco Venturi. Tutte e tre le visioni della Rivoluzione corsa sembrano corrette, anche se risultano inevitabilmente parziali: manca una visione d’insieme degli avvenimenti e delle realtà sociali. Per superare l’impasse interpretativa, la ricerca è stata ampliata lungo le direttive economiche e sociali: le diverse interpretazioni, oltre a riflettere l’identità di diversi ambienti culturali, derivano dall’esistenza, in realtà, di tre Corsiche, di una complessità che è difficile ricollegare in unità. In questo lavoro ci si propone di cogliere, attraverso una lettura a più piani, legata sia agli avvenimenti, sia alla storia di lungo periodo, le sfumature e le continuità della storia isolana, cercando di comprendere le origini e le tendenze della rivoluzione ma anche l’identità popolare, le aspettative sociali, le realtà economiche, culturali ed antropologiche di un’isola costantemente limitata ai suoi orizzonti da presenze scomode, da vicini potenti e, in tempi più vicini, da Stati nazionali spesso in guerra tra loro. Il presente studio si propone di osservare le vicende della Corsica rivoluzionaria con uno sguardo il più possibile esteso: ed è proprio per questo che bisogna partire dalla storia eveneméntielle, allargando lo stretto orizzonte della “Guerra dei Quaranta anni” (1729-1769) ad un periodo compreso tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XIX. Questo è un limite temporale che deve essere inevitabilmente superato per una reale comprensione degli avvenimenti concentrati nel quarantennio rivoluzionario, precedentemente studiato, almeno per quanto riguarda la storiografia italiana, da Franco Venturi e Carlo Bordini. In realtà, anche nell’analisi del periodo paolino, ci si è proposti di approfondire la ricerca con un maggiore riguardo alla storia sociale ed economica dell’isola, senza la quale risulterebbero incomprensibili molte scelte e molti avvenimenti accaduti nel periodo rivoluzionario: alla guerra antigenovese ed antifrancese si univa, infatti, una guerra intestina “ancestrale” tra i pastori e gli agricoltori dell’interno ed i latifondisti delle zone costiere, con riflessi evidenti sulla generale guerra di liberazione.

Anteprima della Tesi di Fabrizio Dal Passo

Anteprima della tesi: Miti, utopie e realtà della rivoluzione corsa (1729-1769), Pagina 3

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Storia moderna e contemporanea

Autore: Fabrizio Dal Passo Contatta »

Composta da 440 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.