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Scrittori a Hollywood. Francis Scott Fitzgerald e l'industria cinematografica americana

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Scrittori a Hollywood. Francis Scott Fitzgerald e l’industria cinematografica americana. 3 Premessa Una grande passione per il cinema e per la letteratura americana ha determinato la scelta dell’argomento di questo lavoro. Ancora oggi, nonostante il clima grave del nostro tempo, il mito di Hollywood, della fabbrica di sogni dove tutto è possibile continua a scintillare. Ma la ruggine e gli scricchiolii di un meccanismo generatore di fama, gloria e denaro iniziavano a palesarsi già ai tempi d’oro della Mecca del cinema. Altra espressione del Sogno Americano, divinizzato ed osannato nelle pagine di The Great Gatsby, e prima ancora in The Beautiful and Damned, l’esperienza di F. Scott Fitzgerald uomo ed artista simbolo della Generazione Perduta, passa attraverso il reame incantato di Hollywood per poi concludersi in un mesto finale di oblio e disillusione. Il cinema nasce e si sviluppa come una forma d’arte alternativa, in cui la comunicazione non è più affidata al solo linguaggio verbale: subentrano l’elemento visivo, l’espressività dei volti, dimensioni temporali scandite dagli stacchi della cinepresa. Alla genialità dello scrittore, al potere suggestivo della parola scritta si sostituisce una dimensione ‘virtuale’ fortemente evocativa, creata attraverso la tecnologia. Mentre negli ambienti intellettuali di inizio secolo scorso si fa tanto dibattere sull’opportunità di riconoscere al cinema lo status di arte a tutti gli effetti, sulle coste della California il cinema si fa fruibile alle masse, carpisce i loro desideri reconditi e li proietta sul grande schermo: Hollywood diventa la più fiorente industria, in piena Recessione. Una volta innescato il meccanismo, le sale si affollano sempre di più, nascono miti generazionali legati al volto di un attore e tutto ciò si traduce in denaro e potere per i produttori delle majors. Il rapporto tra scrittori e cinema diventa inevitabile, da una parte, in quanto rapporto di scambio tra due forme d’arte “complementari” (il cinema sonoro ‘ha bisogno’ della parola scritta; la letteratura attinge al cinema per trarne nuove forme narrative, nella stessa misura in cui il cinema “si appropria” dei grandi testi letterari per farne dei film); d’altra parte, perché le prospettive di fama e gloria, nonché di denaro facile e bella vita allettano tanti scrittori abbagliati dal Sogno Americano e dalle sue grandi promesse. Quello che a Hollywood capita a Fitzgerald è solo un esempio dell’ascesa e della precipitosa caduta del destino di tanti scrittori. Fitzgerald, autore amatissimo dalle nuove generazioni degli anni ’20 e ’30, artefice di uno stile di vita dorato e fiabesco, una vita vissuta al massimo tra parties, cocktails, grandi sbronze ed eccessi di genio, si trova a scontrarsi contro le dure regole di Hollywood: il talento artistico totalmente sacrificato al profitto. Nei vari lavori come sceneggiatore, lo scrittore è costantemente osteggiato dal produttore, deus ex machina che manipola il lavoro dello scrittore per farne merce di consumo per un

Anteprima della Tesi di Cinzia Suglia

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Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Cinzia Suglia Contatta »

Composta da 131 pagine.

 

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